New York, 13 marzo 1963. Match contro Doug Jones. Bettmnann/Getty Images
New York, 13 marzo 1963. Match contro Doug Jones. Bettmnann/Getty Images

The Greatest”. La vita di Muhammad Ali, il Re del ring, in mostra a Napoli fino al 16 giugno

Sono cento le fotografie in esposizione al PAN – Palazzo delle Arti Napoli, selezionate dai più grandi archivi fotografici internazionali quali New York Post Archives, Sygma Photo Archives, The Life Images Collection, per raccontare la vita del “re del mondo”. Un re del ring e dei diritti civili.

Il percorso espositivo ripercorre le imprese pugilistiche più memorabili di Ali: dagli incontri con Sonny Liston, George Foreman e Leon Spinks, ai match dell’epica sfida contro Joe Frazier, passando per i retroscena, la preparazione agli incontri, gli allenamenti in palestra. Per l’occasione una sala del PAN è stata allestita come una palestra di pugilato, con un ring centrale sul quale vengono proiettati alcuni filmati dei combattimenti più celebri sostenuti da Ali.
Sono esposti anche scatti privati che raccontano di un battagliero ragazzo di Louisville avvicinatosi alla boxe perché stanco di subire i soprusi razzisti rivolti al popolo afroamericano, ma parlano anche di Ali e della sua grande famiglia: quella di origine – con la madre, il padre e il fratello – e quella che si è costruito sposandosi quattro volte e diventando padre di nove figli. 

Nato Cassius Marcellus Clay Jr. in una cittadina del Kentucky, nel 1942, l’atleta ha dato al mondo lezioni tanto di pugilato quanto di umanità.

Per lo sport Ali è l’atleta dei record: conquista il suo primo oro Olimpico ai Giochi di Roma nel 1960 a soli diciotto anni; è stato l’unico peso massimo campione lineare per tre volte: nel 1964, 1974 e nel 1978, ed è stato nominato “sportivo del secolo” dal prestigioso settimanale Sports Illustrated nonché “personalità sportiva del secolo” dall’emittente britannica BBC.

Ma “The Greatest”, come venne soprannominato, non è stato soltanto uno dei pugili più forti della storia. Il suo carisma, la sua indole ironica e provocatoria, l’impatto mediatico che riesce a esercitare durante interviste e conferenze stampa, hanno contribuito a trasformare radicalmente l’immagine e il ruolo dell’atleta afroamericano negli Stati Uniti. 
Ali non si limitò a vincere medaglie ma decise di esporsi in prima persona per i diritti civili del suo popolo. Diventò un punto di riferimento per il movimento “Black Power”, mostrando un forte ascendente sull’opinione pubblica, anche quella dell’America bianca, e per questo fu consacrato icona nella controcultura degli anni Sessanta.
Dunque, se è vero che anche anche la vita è un ring, Ali è stato doppiamente vincente.

Il giovane Cassius decise di dedicarsi alla boxe quasi per caso, ancora dodicenne, in seguito al furto della sua bicicletta per mano di alcuni ragazzi bianchi; dopo quell’episodio un poliziotto lo indirizzò alla palestra Columbus, a Louisville, consigliandogli di incanalare la sua rabbia nello sport.
Quando aveva già vinto i primi combattimenti si unì alla setta afroamericana Nation of Islam (NOI) e cambiò il suo nome in Muhammad Alì, facendosi promotore del concetto di separatismo nero; in seguito lasciò la setta per aderire ad altre correnti spirituali di ispirazione islamica e diventò strenuo sostenitore dell’integrazione razziale.

Dopo aver conquistato il campionato mondiale, nel 1967 si rifiutò di combattere nella guerra del Vietnam. Per questa decisione, dovuta a motivi religiosi e alla sua opposizione al conflitto, fu arrestato con l’accusa di renitenza alla leva e gli fu ritirato il titolo iridato. Il rifiuto gli costò anche il divieto di combattere sul ring. Consapevole e caparbio, Ali portò il suo caso fino alla Corte Suprema degli Stati Uniti d’America che nel 1971 annullò la condanna, affermando così la vittoria della sua battaglia ideologica come obiettore di coscienza.

La sua pazienza, nota anche come sua arma di combattimento, diede vita ad una tecnica pugilistica nota con il nome di rope-a-dope, che consiste nello sfiancare l’avversario giocando in difesa e non in attacco. Ali utilizzò per la prima volta questa strategia nel celebre incontro Rumble in the Jungle contro George Foreman, nel 1974.

Questo dimostrò come Ali fosse non solo un grande atleta, ma anche uno stratega in grado di studiare e sopraffare l’avversario anche dal punto di vista psicologico.

Una vita piena di successi, dentro e fuori dal ring, quella raccontata in questa imperdibile mostra.
L’atleta, l’uomo, il personaggio pubblico dall’indiscutibile carisma. Una figura che ancora oggi, dopo la scomparsa avvenuta nel 2016,  è circondata da un’aura di invincibilità che racconta e dimostra quanto un solo uomo possa fare in prima persona per difendere i diritti civili. 

Un esempio, quello di Ali, che non dovrebbe mai smettere di insegnare; soprattutto oggi, come dichiara Nino Daniele, Assessore alla Cultura e al Turismo del Comune di Napoli:
“Capire più a fondo la storia complessa di un personaggio ancora amato in tempi di razzismo e di violenza in nome della religione, è essenziale. Chi lo farà, saprà che uomo è stato Muhammad Ali”.

Nemmeno il Parkinson, diagnosticatogli nel 1984, è riuscito a scalfire la sua volontà e l’impegno civile: insieme a Michael J. Fox, anch’egli affetto dal morbo, si è fatto promotore di una campagna di sensibilizzazione riguardo la sua malattia portata avanti dalla Michael J. Fox Foundation for Parkinson’s Disease.

La Mostra

Autori Vari
The Greatest” – Muhammad Ali 
Napoli, Pan | Palazzo delle Arti Napoli – Palazzo Roccella, Via dei Mille 60
22 marzo – 16 giugno 2019 

A cura di Marco Pastonesi e Giorgio Terruzzi, promossa dall’Assessorato alla Cultura e al Turismo del Comune di Napoli e organizzata da ViDi – Visit Different

Orari: lunedì-domenica 9.30-19.30. Martedì chiuso
Biglietti: intero: € 10; ridotto € 8; scuole € 5
Info: tel. 081.3630018

Catalogo edito da Skira

  • 1964. Cassius Clay, campione del mondo dopo aver sconfitto Sonny Liston, con Malcom X, ministro della Nation of Islam, poco prima dell’annuncio della conversione e dell’adozione del nome Muhammad Ali. Bob Gomel/Sygma/Getty Images
    1964. Cassius Clay, campione del mondo dopo aver sconfitto Sonny Liston, con Malcom X, ministro della Nation of Islam, poco prima dell’annuncio della conversione e dell’adozione del nome Muhammad Ali. Bob Gomel/Sygma/Getty Images
  • Houston, 14 novembre 1966. Match contro Cleveland Williams. Vittoria per K.O.Tecnico al terzo round. The ring Magazine/Getty Images
    Houston, 14 novembre 1966. Match contro Cleveland Williams. Vittoria per K.O.Tecnico al terzo round. The ring Magazine/Getty Images
  • Las Vegas, 22 novembre 1965. Match contro Floyd Patterson che scivola durante il secondo round. Bettmnann/Getty Images
    Las Vegas, 22 novembre 1965. Match contro Floyd Patterson che scivola durante il secondo round. Bettmnann/Getty Images
  • Miami Beach, 1971. Allenamento nella palestra 5th Street Gym di Chris Dundee, fratello del manager Angelo. Chris Smith/Getty Images
    Miami Beach, 1971. Allenamento nella palestra 5th Street Gym di Chris Dundee, fratello del manager Angelo. Chris Smith/Getty Images
  • New Orleans, settembre 1978: incontro con stampa e tifosi prima del match contro Leo Spinks che darà a Muhammad Ali il titolo mondiale per la terza volta. Chuck Fishman/Getty Images
    New Orleans, settembre 1978: incontro con stampa e tifosi prima del match contro Leo Spinks che darà a Muhammad Ali il titolo mondiale per la terza volta. Chuck Fishman/Getty Images