Un... bacio tra tordi rossi, foto di Stefano Gradi

Bellezze sommerse. La fotosub di Stefano Gradi

«Avventurarsi sott’acqua e riemergere con buoni scatti richiede pratica e conoscenza dell’ambiente sommerso». A dirlo è Stefano Gradi, fotografo subacqueo professionista di lunga esperienza, che ci svela i segreti delle sue immagini degli abissi.

Scattare buone fotografie sott’acqua non è facile come si pensa. Non basta conoscere la tecnica. Occorre prima di tutto essere subacquei preparati e conoscere alla perfezione quel mondo che Jacques-Yves Cousteau, lo storico pioniere delle immersioni, definì in un suo celebre documentario “Il Mondo del Silenzio”. Così ha fatto Stefano Gradi, fotografo professionista specializzato in riprese subacquee, che ha unito le sue passioni di sempre – il mare e la fotografia – raggiungendo risultati di alta qualità e prestigio. Ha iniziato a fotografare il mondo di superficie, come tutti, con una particolare predilezione verso gli animali e la natura, in generale. Poco per volta si è specializzato nella fotografia subacquea e, in breve, è diventato un nome importante a livello mondiale.  

I primi scatti a pelo d’acqua
Ha cominciato a fotografare sott’acqua nei primi anni Novanta. Si immergeva a modeste profondità con maschera e pinne e scattava con una compatta Minolta. Dopo aver preso il primo brevetto, che lo abilitava alle immersioni fino a una profondità massima di diciotto metri, ha sostituto quella prima Minolta con un’attrezzatura più evoluta. Ha iniziato così a “macinare” pellicola per impadronirsi della tecnica fotografica necessaria a realizzare le immagini desiderate; fotografie rispettose delle canoniche regole quali la composizione, il cromatismo, la profondità di campo, l’esposizione, ma anche con una personale valenza estetica.

Abissi sul podio
Un’immersione dopo l’altra Stefano ha acquisito sempre maggiore acquaticità e padronanza nella ripresa fotografica subacquea. Il passo successivo era obbligato: presentare le sue immagini a concorsi a tema, nazionali e non. E i riconoscimenti sono arrivati molto presto. Il più importante lo ha ottenuto al Festival Mondiale dell’Immagine Subacquea di Antibes, una sorta di Oscar della fotografia subacquea in cui ha conquistato il podio in diverse edizioni. Poi è stata la volta dei concorsi della FIPSAS (Federazione Italiana Pesca Sportiva e Attività Subacquea) che prevedono un regolamento più stringente. Ad esempio, le fotografie devono essere scattate in un preciso campo di gara e non possono essere postprodotte; terminata l’immersione i giudici ritirano la scheda di memoria e quel che è fatto è fatto. Anche in questo ambito Stefano ha ottenuto molti successi. Inoltre, ha vinto diverse volte i campionati toscani e quelli interregionali per primeggiare, poi, ai campionati italiani.

Professione fotosub: è possibile?
Diverse immagini di Stefano Gradi sono state pubblicate su riviste di settore, come «Sub» e «Mondo sommerso». È tuttora testimonial per un’azienda di Prato – la città in cui vive – che produce mute e di un’altra che realizza custodie per fotocamere e flash. (…)

La versione completa dell’articolo è disponibile su “Fotografare” #3 Luglio 2019.