CANON EOS R6

Prima Visione – CANON EOS R6, completa e compatta

La tendenza attuale è quella di costruire mirrorless full frame compatte e polivalenti, capaci di scattare fotografie e registrare video senza abdicare alla qualità. Canon non poteva mancare all’appuntamento.

La prima impressione è di avere tra le mani un apparecchio col quale farai presto amicizia. Prima ancora di aver scattato una foto o girato una clip. Appartiene a quella recente classe di mirrorless, presentate dai maggiori produttori, che sembrano un passo dietro alle ammiraglie ma in realtà ne garantiscono tutte le prestazioni basilari. In altre parole: si affiancano loro. Assieme al corpo macchina della EOS R6 abbiamo avuto l’occasione di scattare qualche foto, oltre che con lo zoom base, anche con il 50mm f/1.2 e con il 35mm f/1.8. Come sempre, queste pagine non presentano prove esaustive delle attrezzature ma intendono offrire un approccio iniziale con esse e un momento di condivisione delle impressioni che abbiamo raccolto quando abbiamo avuto l’occasione di un primo contatto. In questo caso, parliamo sia della fotocamera sia dei due obiettivi proposti in kit.
Il materiale con cui è costruita la carrozzeria dei nuovi arrivati in casa Canon è un particolare tipo di policarbonato mentre il telaio è in lega di magnesio. L’uso del policarbonato spiega la relativa leggerezza del corpo: circa 700 grammi. Corpo con guarnizioni nei punti chiave per proteggere l’interno da polvere, spruzzi, umidità, gocce d’acqua.
A una prima occhiata si nota subito il tasto di scatto un po’ sporgente: soluzione ergonomica. E anche la posizione del tasto di accensione si trova sulla parte superiore sinistra, al contrario di precedenti apparecchi Canon che l’avevano sulla destra. Accendi la fotocamera e metti l’occhio al mirino. I nostalgici della nitidezza dello specchio reflex non hanno molto da dire. Questo è un mirino elettronico da ben 3.68 milioni di pixel. Passiamo a quello che, in senso lato, possiamo a tutti gli effetti considerare un mirino, cioè lo schermo LCD posteriore. Si tratta di un display ruotabile da 3 pollici e 1.62 milioni di pixel con funzionalità touch. Sul retro, in alto a destra, il joystick per navigare nel menù e per impostare i punti dell’autofocus. Pratico e facile da azionare con il pollice. Facile e pratica la configurazione delle varie ghiere tramite il menu. Chi vuole e ne sente la necessità può configurare le funzioni principali sulla ghiera o sul pulsante preferiti.

UNO SGUARDO ALL’INTERNO

Ergonomia, leggerezza, vanno bene. Ma vediamo cosa c’è all’interno della EOS R6. E qui troviamo importanti novità. Incontriamo prestazioni direttamente mutuate dall’ammiraglia tra le reflex della Casa, la Canon EOS 1D X Mark III. Il sensore, ad esempio, un CMOS full frame 35.9×23.9mm da 20.1 megapixel con un processore Digic X; un sistema di messa a fuoco automatica, basato sulla collaudata tecnologia Dual Pixel CMOS; una gamma ISO molto ampia che va da 100 a 102.000 espandibile fino a 204.800. Non manca uno stabilizzatore d’immagine che raggiunge una compensazione di 8 stop. La risoluzione del file arriva a 5.472×3.684 pixel. Una pesantezza di file che non impedisce all’apparecchio di realizzare sequenze a 20fps con la capacità del buffer di sopportare il carico di …

(la versione integrale dell’articolo è pubblicata su “Fotografare” #13, Ottobre 2020)

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