Foto del matrimonio non consegnate

Foto del matrimonio non consegnate: si può chiedere il risarcimento?

Siamo ormai abituati ad accumulare immagini che documentano ogni istante della nostra esistenza, con gli strumenti che abbiamo a portata di mano. Ma quando i ricordi da conservare riguardano un’occasione speciale solitamente ci si affida a un fotografo che garantisca il risultato, utilizzando le sue competenze e i suoi strumenti di lavoro professionali. Tuttavia, anche in questi casi, qualcosa potrebbe non andare a buon fine e il committente non ricevere il servizio fotografico richiesto. È quanto accaduto di recente a una coppia di sposi di Roma che si è rivolta al tribunale per ottenere il risarcimento a seguito della mancata consegna del servizio fotografico del loro matrimonio da parte del fotografo professionista a suo tempo incaricato. Il Giudice del Tribunale ha deciso del merito e ha accolto la richiesta degli sposi riconoscendo, oltre all’inadempienza contrattuale, il diritto a ottenere un risarcimento per il danno non patrimoniale, da qualificare come danno morale ed esistenziale, ritenendo che l’assenza del servizio fotografico incidesse negativamente sulla vita della coppia per l’impossibilita di rivivere nel tempo le emozioni del matrimonio attraverso il servizio fotografico
La corte d’Appello di Roma, tuttavia, ha riformato parzialmente la sentenza e, pur confermando il risarcimento contrattuale, ha rigettato la domanda relativa al risarcimento del danno non patrimoniale in quanto non era una stato commesso un reato che avrebbe giustificato il risarcimento del danno morale e gli interessi tutelati non erano costituzionalmente rilevanti.
Così la causa è approdata alla Suprema Corte di Cassazione che ha rigettato il ricorso della coppia, confermando così la sentenza della Corte d’Appello.
Gli sposi sostengono che “la perdita delle foto del matrimonio costituirebbe una lesione di grave importanza del predetto diritto alla memoria, meritevole di tutela”; la Suprema Corte, tuttavia, richiama la famosa sentenza delle Sezioni Unite del 11.11.2008 n.26972 (sentenza di San Martino) che inquadra e detta i limiti e le condizioni di risarcibilità dei pregiudizi non patrimoniali, prevedendone la risarcibilità tra l’altro quando il fatto illecito abbia violato in modo grave diritti inviolabili della persona, come tali oggetto di tutela costituzionale”. Pertanto, continua la Corte, sostenendo che in questo caso “è oggetto di censura il mancato riconoscimento della grave lesione di interesse di rango costituzionale, individuato nel diritto ‘alla memoria’ di un evento di particolare importanza della propria vita, poiché espressione del diritto all’identità personale di cui all’art. 2 Cost. Pur essendo innegabile il rilievo che la data delle nozze riveste per gli sposi, e pur trattandosi di una situazione certamente in grado di creare turbamenti d’animo, il danno in esame non assurgere a una gravità tale da incidere su interessi di rango costituzionale. Il diritto a ricordare il giorno del matrimonio attraverso una documentazione fotografica non costituisce di per sé un diritto fondamentale della persona tutelato a livello costituzionale.”
Questo è quanto riteneva la Suprema Corte di Cassazione nel 2018 e, sebbene possa non essere condivisibile dal punto di vista umano e personale, la Corte tornerà su questioni simili, analizzandone i principi giuridici di riconoscimento di valore costituzionale e altri fatti che generano violazioni di diritti di rango costituzionale. Dunque, in futuro si potrà forse approdare a una diversa analisi e a una differente conclusione. 

IN CONCLUSIONE 

Da fotografi e da clienti ci potrebbe piacere o meno sperare che la Cassazione possa cambiare orientamento e considerare la perdita di foto del matrimonio un evento che lede un diritto costituzionalmente garantito quali possano essere la riservatezza, il diritto all’immagine o la privacy, conferendo alla fotografia e all’operato del fotografo un valore giuridico che vada oltre il contratto e la stampa. 

(articolo pubblicato su Fotografare #9, aprile 2020)

AUTORE: 

Avv. Mirko Persichilli
Avvocato civilista, specialista Privacy certificato UNI 11697:2017
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