Foto di vip in contesti privati
L’attore Kevin Bacon, foto di David Mark / Pixabay. Anche le foto dei vip, se riprese in contesti privati, sono soggette a limiti nella pubblicazione.

Foto di vip in contesti privati

Abbiamo già avuto modo di affrontare su queste pagine il diritto del fotografo nel momento in cui realizza una fotografia che può essere considerata un’opera d’arte e dall’altro lato il diritto di chi viene ritratto di poter tutelare la propria immagine (vedi «Fotografare» #4, Ottobre 2019), come espressione della maggiore tutela della propria personalità, garantita dalla costituzione e dalla legge. Da ultimo la modifica alla normativa privacy entrata in vigore nel 2018 in ambito europeo e la più generale tutela del trattamento dei dati personali (Regolamento Europeo 679/2016 GDPR), tra cui va certamente annoverata anche la fotografia, non in senso assoluto ma come dato personale raffigurante una persona fisica e capace di identificarla e fornire ulteriori dati personali (razza, salute, sesso, orientamenti religiosi e sessuali ecc.).
Quindi possiamo immaginare due soggetti interessati in contrasto tra loro che si contendono la “pubblicazione” di una fotografia: da una parte il fotografo, che vorrebbe pubblicarla per svariati motivi (opera d’arte, diritto all’informazione, pubblicità e sfruttamento economico), e dall’altra un individuo che vorrebbe difendere la propria sfera privata di interessi e mantenere la riservatezza su un elemento della sua personalità quale l’immagine, impedendo la sua libera diffusione oppure, al contrario, non impedirne la pubblicazione ma autorizzarne la libera circolazione anche dietro compenso per il suo sfruttamento.

Tutti sappiamo che non tutte le fotografie di persone hanno lo stesso valore commerciale o la medesima tutela giuridica, ma dipende dalla persona ritratta nella foto e dal luogo e dal modo in cui la foto viene scattata, ad esempio il vicino di casa mentre prende il sole in giardino, il personaggio famoso in posa oppure mentre fa uso di droga, il serial killer appena arrestato, un bambino che gioca in piazza, le persone che popolano un evento… situazioni diverse che devono essere valutate nel loro contesto specifico.
Ma allora come facciamo a districarci in questi casi e capire quando la foto possa essere liberamente pubblicata oppure abbia bisogno di una espressa autorizzazione del soggetto ritratto
Il nostro codice civile all’art. 10 disciplina l’abuso dell’immagine altrui che si concretizza quando, all’infuori dei casi in cui è consentita dalla legge, si abbia un pregiudizio al decoro o alla reputazione  della persona o dei suoi congiunti. Quindi, nel rispetto della normativa sulla privacy e del GDPR, in generale potremmo limitare la nostra analisi alla fotografia di una persona famosa che ipotizziamo sia riconoscibile ma non autorizzata, ripresa in un contesto privato e non in una pubblica manifestazione. In questo caso dovremmo fare delle considerazioni e tenere presente l’art. 96 della legge sul diritto d’autore che richiede il consenso della persona ritratta affinché la foto possa essere pubblicata
Tuttavia tale articolo è limitato nella sua portata dal successivo art. 97 l. dir. aut. che recita :“Non occorre il consenso della persona ritrattata quando la riproduzione dell’immagine è giustificata dalla notorietà o dall’ufficio pubblico coperto, da necessità di giustizia o di polizia, da scopi scientifici, didattici o culturali, quando la riproduzione è collegata a fatti, avvenimenti, cerimonie di interesse pubblico o svoltisi in pubblico.”. Lo stesso articolo pone una limitazione a tale diritto, ossia che “Il ritratto non può tuttavia essere esposto o messo in commercio, quando l’esposizione o messa in commercio rechi pregiudizio all’onore, alla riputazione od anche al decoro nella persona ritratta.”.
Una ulteriore attenuazione al divieto dell’art. 96 l. dir. aut. è data dal diritto di cronaca che consente al cronista e al fotografo di utilizzare scatti e raccontare fatti che hanno una rilevanza generale e il cui diritto pubblico a conoscere quei fatti comprime il diritto personale del soggetto a non essere ritratto. In ogni caso, anche il diritto di cronaca incontra molteplici limitazioni e non è un lasciapassare sempre valido. La Suprema Corte di Cassazione in più occasioni ha affermato il principio della necessità di “verifica in concreto della sussistenza di uno specifico e autonomo interesse pubblico alla conoscenza delle fattezze dei protagonisti della vicenda narrata, nell’ottica della essenzialità di tale divulgazione ai fini della completezza e correttezza della informazione fornita”.

In conclusione scattare fotografie a persone famose in contesti privati o non accessibili al pubblico, oppure che possano in qualche modo ledere il loro onore, la reputazione o il decoro oppure non siano strettamente correlate a fatti di cronaca di interesse pubblico, vi esporrebbe al rischio della richiesta di inibizione delle foto e al risarcimento del danno arrecato.
Diverso discorso se tali foto siano state pubblicate al fine di sfruttarne il valore economico intrinseco anche indiretto, che vi esporrebbe più facilmente alla condanna non ricorrendo alcuna delle esimenti del diritto di cronaca e dell’art. 97 dir. aut.

(articolo pubblicato su Fotografare #5, novembre 2019)

AUTORE: 

Avv. Mirko Persichilli
Avvocato civilista, specialista Privacy certificato UNI 11697:2017
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