@Nickolas Muray Photo Archive

Frida, pasionaria pop, negli scatti di Nickolas Muray, in mostra a Stupinigi (TO)

Per dieci anni Nickolas Muray ha ritratto la pittrice messicana Frida Kahlo con la quale ha intrecciato una lunga relazione segreta. Un amore difficile da cui sono scaturite le fotografie in mostra a Stupinigi (TO), che hanno contribuito a costruire l’icona-Frida così come la conosciamo oggi.

Intelligente, affascinante, determinato, Miklòs Murai – questo era il suo nome di battesimo nella nativa Ungheria – lo era fin da ragazzino. Era anche ribelle e suscettibile e mal digeriva le discriminazioni che, a causa delle sue origini ebraiche, gli negavano opportunità concesse ai suoi coetanei. Così decide presto di lasciare la sua terra e nel 1913, appena ventunenne, con pochi dollari in tasca e un diploma di incisore, sbarca a Ellis Island in cerca di un futuro più promettente. Qui cambia nome in Nickolas Muray, trova lavoro in una stamperia e di sera frequenta una scuola per imparare l’inglese. Si dichiara ateo. Il ricordo della sua precedente vita magiara era ormai lontano. Dopo alcuni anni vissuti in un sottoscala di Brooklyn si trasferisce al Greenwich Village, quartiere che di lì a poco sarebbe diventato un ritrovo per artisti e bohémièn di ogni rango. È in questo mondo che inizia a fotografare: musicisti, aspiranti attori, artisti di ogni genere, gente di passaggio nella sua vita. Tutto appare nuovo ed entusiasmante ai suoi occhi avidi di esperienze e di riscatto. Nel 1920, consigliato da un amico, apre uno studio fotografico nel suo alloggio. Gli inizi sono difficili. Per risparmiare, tiene accesa una sola lampadina. Quando un cliente suona il campanello, si affretta ad accendere tutte le altre. Fortunatamente, il successo è alle porte. I suoi scatti arrivano al direttore artistico di Harper’s Bazaar che lo manda a Broadway per fotografare l’attrice Florence Reed. Sarà la prima di tante dive che, assoldato dalle maggiori riviste, Muray renderà immortali con i suoi scatti eleganti, ora languidi, ora maliziosi, e con i suoi colori unici, i soft focus e le atmosfere dell’America dei ruggenti anni Venti. Le sue armi vincenti sono il suo sguardo naturalmente glamour e la sua capacità di farsi accogliere e di mettere a loro agio anche i personaggi più schivi, come accade nel 1926 con il pittore Claude Monet, che ritrae ormai anziano e malato nel giardino della sua casa, in Francia, pochi mesi prima della sua scomparsa. Ma, soprattutto, riesce a conquistare l’attenzione – e non solo per scopi professionali – delle più fascinose dive che ritrarrà da quel momento in poi, per tutta la sua carriera, da Marlene Dietrich a Greta Garbo, da Liz Taylor a Marilyn Monroe con la quale pare abbia avuto una relazione amorosa.

L’amore per Frida

Muray ritrae proprio tutti: attori di cinema e di teatro, ballerini, scrittori, politici e intreccia molte relazioni sociali. Nel 1923 conosce l’artista messicano Miguel Covarrubias, suo collega ritrattista per Vanity Fair, e diventano amici. Nel 1931, dopo il divorzio dalla sua seconda moglie, Nickolas parte con Miguel e la moglie di quest’ultimo alla volta di Città del Messico e in quell’occasione, incontra Frida Kahlo, all’epoca sposata con il pittore di murales Diego Rivera, amico di Miguel. Da quel momento Frida diventa un personaggio centrale nella vita di Muray, sua amante e musa, per oltre dieci anni. Muray ne è perdutamente innamorato e sopporta ogni suo capriccio, accettando ogni scelta della pittrice messicana, finanche l’amore di Frida per un marito che la tradisce ripetutamente e con il quale, con sottile crudeltà, chiede a Muray di essere fotografata. Muray le scrive lettere appassionate, è il suo amante, il suo confidente, perfino il suo infermiere nelle sue lunghe convalescenze seguite ai tanti interventi chirurgici ai quali Frida deve sottoporsi per i postumi del grave incidente subito anni prima tornando da scuola; l’autobus su cui viaggiava si era scontrato con un tram e Frida aveva riportato gravissime ferite alla colonna vertebrale, già compromessa dalla spina bifida di cui era affetta fin dalla nascita. (…)  

l’articolo prosegue su “Fotografare” #8 Febbraio/Marzo 2020

LA MOSTRA

Frida Kahlo through the lens of Nickolas Muray
1 febbraio- 3 maggio 2020 

Palazzina di Caccia di Stupinigi
piazza Principe Amedeo, 7
Stupinigi (TO)

Per le date di apertura consultare il sito: info@nextexhibition.it | biglietteria@fridatorino.it 

@Nickolas Muray Photo Archive
Nickolas Muray con Frida Kahlo, @Nickolas Muray Photo Archive