Fujifilm X100V

Test – Fujifilm X100V – The Street Fighter

L’ultima della dinastia di fotocamere compatte con prestazioni da vere mirrorless farà ancora una volta la gioia degli amanti della street photography.

Esistono fotocamere che al di là del loro contenuto tecnologico appena arrivano sul mercato diventano immediatamente oggetti del desiderio per il loro design. La serie X100 della Fujifilm ne è un esempio perfetto. Non importa se siate appassionati di street photography, se vi piaccia l’idea di poter disporre di un mirino ottico, se avere un obiettivo fisso per voi è un limite; di fronte al “vestito” della X100V non si può che restare a bocca aperta. Non appena la si prende per la prima volta viene naturale rigirarsela tra le mani per guardarla da ogni lato, ammirarne ogni dettaglio. A livello di cura del particolare Fujifilm è riuscita a fare un lavoro eccellente anche questa volta. L’unica fotocamera all’altezza della X100V a livello di design è probabilmente la X-Pro 3, altrimenti ci si deve spostare su marchi come Leica, ma con un’aspettativa di spesa di tutt’altro tenore.

QUESTIONE DI NOME

La storia del nome di questa compatta con sensore di grandi dimensioni è piuttosto particolare e conviene ricordarla. Il primo esemplare, chiamato semplicemente X100, uscì nel 2010, al quale fece seguito nel 2013 la X100S, dove la “S” stava per “second”. Dopo poco tempo arrivò la X100T, quella “T” era da leggere come “third”, terza, quando nel 2017 è stata presentata la X100F come potrete immaginare la “F” assumeva il significato di “fourth”, cioè quarta. Con il quinto modello Fujifilm non avrebbe potuto continuare a usare la stessa filosofia nella nomenclatura perché la “F” di “fifth” era già stata utilizzata, quindi il reparto marketing ha scelto di ripiegare sulla “V”, intesa come numero romano “5”.

SOTTO L’ABITO

Un oggetto tecnologico quale è una fotocamera non vive di solo design. All’interno di questa compatta premium troviamo infatti molta sostanza, a partire dal sensore APS-C X-Trans CMOS 4 da 23,5×15,6mm di dimensioni e 26.1 megapixel di risoluzione, lo stesso che troviamo anche su X-T3, X-T4, X-T30 e X-Pro3. Basterebbe questo unico dato per capire che a tutti gli effetti si tratta di una compatta in grado di competere ad armi pari con qualsiasi altra mirrorless dello stesso marchio; a fare la differenza con queste fotocamere è solo l’impossibilità di cambiare l’obiettivo. Nella X100V troviamo il già conosciuto XF 23mm f/2.0 – che, associato al sensore APS-C, corrisponde a un 35mm nell’equivalenza col formato 35mm – completamente riprogettato per migliorarne le caratteristiche ottiche e per poter lavorare con un sensore di più alta risoluzione. Inoltre consente una distanza di messa a fuoco minore rispetto al passato. Mediante aggiuntivi ottici è possibile cambiare la focale nominale dell’obiettivo ottenendo un grandangolo da 28mm o un normale da 50mm; tuttavia riteniamo che chi compra la X100V non abbia o non debba sentire questa esigenza, altrimenti si orienterebbe più facilmente verso altri modelli di fotocamera. Se il 35mm vi stesse stretto potrete …

di Gianluca Laurentini

(la versione integrale dell’articolo è pubblicata su “Fotografare” #16, Febbraio 2021)

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