Istituto Italiano di Fotografia di Milano
Foto di Enrica Gjuzi, Istituto Tecnologico Monterrey

Giovani fotografi, esperienza sul campo

L’Istituto Italiano di Fotografia di Milano promuove l’attività sul campo dei propri studenti. I ritratti dei giovani designer al Salone del Mobile ne sono la testimonianza.

Diventare fotografi, un sogno di molti. Una scuola di fotografia non ha il solo compito di insegnare la tecnica. Deve far sì che gli studenti siano in grado di affrontare le reali difficoltà incontrate da un fotografo professionista. È in questo contesto che nasce il progetto “Volti di Design al Salone Satellite”, l’area dedicata ai giovani designer, italiani e stranieri, che si svolge nell’ambito del Salone del Mobile, l’importante manifestazione internazionale, protagonista ogni anno della primavera milanese.
Quattro studenti del secondo anno del corso biennale dell’Istituto Italiano di Fotografia di Milano si sono cimentati quest’anno nel ritrarre i giovani designer e realizzare il reportage dell’evento. I loro lavori sono poi diventati una mostra all’interno di Milano Photofestival, rassegna espositiva promossa da AIF – Associazione Italiana Photo & Digital Imaging, che raggruppa le maggiori aziende del settore fotografico.
Curiosi del modo in cui i ragazzi hanno affrontato la sfida, li abbiamo incontrati. Sono: Francesca Zonca, Enrica Gjuzi, Matteo Lotto e Sofia Galandrini.
«Il progetto nasce grazie alla collaborazione avviata da diversi anni tra la nostra scuola e il Salone del Mobile e nello specifico, quest’anno, con il Salone Satellite dedicato ai designer under 30», racconta Sofia Galandrini. «Noi quattro siamo stati selezionati all’interno della classe per partecipare a questa bella iniziativa. Dovevamo realizzare ritratti e al contempo documentare con un reportage la manifestazione. Tutti abbiamo lavorato in entrambe le situazioni. Il primo giorno è stato il più difficile. Eravamo tutti molto emozionati e anche un po’ insicuri».
C’era uno spazio riservato ai “quattro dell’IIF” all’interno del Salone Satellite, dove hanno potuto allestire un set di ripresa con un fondale e un paio di luci, che hanno gestito in completa autonomia per l’intera durata dell’evento. Spesso gli studenti, a scuola, fanno sessioni di ritratto, ma tutt’altra cosa è sostenere un progetto di questo genere, in cui ognuno doveva prendere le decisioni in prima persona. «È stato un po’ come andare allo sbaraglio – confessa Sofia – ma è stato bello proprio per questo!».
«Anche la parte del reportage è stata molto avvincente», afferma Enrica Gjuzi. «Di volta in volta scoprivamo i lavori dei giovani talenti, opere che ho trovato interessanti e molto innovative. Io non amo molto il ritratto posato. Questo lavoro, però, mi ha permesso di mettermi alla prova e di superare i limiti che tale condizione poneva».

Articolo estratto dal numero 2 di Fotografare, Luglio 2019.