Rushmore Italian Vogue 1982, Helmut Newton Foundation Berlin
Rushmore Italian Vogue 1982, Helmut Newton Foundation Berlin

L’eleganza inconsueta e l’eros di Helmut Newton in mostra a San Gimignano (SI)

Sessanta scatti iconici esposti alla Galleria d’arte Moderna e Contemporanea di San Gimignano fino al 1° settembre 2019

Una retrospettiva preziosa nella forma e nella sostanza. Un distillato di bellezza, eros e ironia da gustare con lo sguardo, quello proposto nella retrospettiva di uno dei fotografi più iconici del Novecento, Helmut Newton, scomparso nel 2004. 
Matthias Harder, già curatore della Helmut Newton Foundation di Berlino, porta in Italia sessanta fra le immagini più rappresentative firmate da Newton, realizzate dal 1974 al 2000. Ritratti di personaggi che hanno lasciato il segno nella cultura e nella società della seconda metà del Novecento; tra questi Andy Warhol, Gianni Agnelli, Paloma Picasso, Gianfranco Ferré, Anita Ekberg, oltre agli scatti realizzati per gli stilisti Mario Valentino e Thierry Mugler.
La mostra rappresenta un viaggio nella poliedrica carriera di un artista che ha tracciato nuovi percorsi espressivi e creativi nella fotografia di moda e nella moda stessa. Infatti, pur lavorando “al servizio della moda”, Newton non si è limitato a raffigurare un abito o un accessorio ma ha cercato di estrarne l’essenza, dettando nuovi canoni estetici.
L’iconico bianco e nero dei suoi ritratti e l’universo surreale e sensuale che prende forma nei suoi scatti aprono una frontiera nuova nella fotografia di moda, accentuando la sua portata artistica e concettuale.

Nato a Berlino nel 1920 come Helmut Neustädter, ha vissuto mille e una vita in tanti angoli di mondo, a causa di un cognome tragicamente scomodo nella Germania dell’epoca.
Ma proprio la sua esistenza rocambolesca, fatta di esperienze non sempre felici, sarà determinante nella formazione del suo immaginario, considerato tra quelli più all’avanguardia del Ventesimo secolo.
Lasciata la Germania nazista nel 1938, si rifugiò a Singapore, dove lavorò già come fotografo per il giornale «The Straits Times». Era ancora all’inizio del suo peregrinare quando venne internato dalle autorità britanniche di Singapore, espulso in Australia e qui tenuto in un campo d’internamento a raccogliere frutta dal 1940 al 1942.
Uscito da quella “prigionia”, visse anche la vita da soldato, nell’esercito australiano, come autista di camion. Qui cambiò il cognome da Neustädter a Newton, cercando di liberarsi di un fardello che gli era costato non poco, fino a quel momento.

La passione per la fotografia, scoperta quando aveva solo dodici anni, non lo abbandonò mai, anzi, si fece sempre più forte e il suo occhio indagatore divenne sempre più fine.

Dopo la guerra poté finalmente tornare a dedicarsi a tempo pieno a quello che ben presto si rivelò un talento portentoso.
Iniziò quindi a lavorare per riviste patinate come «Playboy».
Ma la vera svolta arrivò dopo il suo trasferimento a Parigi, dove venne consacrato come fotografo di moda dalle grandi firme dell’editoria di settore, come «Vogue»«L’Uomo Vogue»«Harper’s Bazaar»«Elle»«GQ»«Vanity Fair»«Max» e «Marie Claire».
È a questo punto che il mondo comincia a scoprire il suo particolare punto di vista sull’erotismo, la sua inedita visione della femminilità, profonda, elegante, spregiudicata.
Un’attenzione per l’oggetto della fotografia e per il corpo femminile a tratti bohémien, che scopre ed esalta una sensualità fino ad allora sconosciuta.

Ben presto Newton diventò quell’ indagatore dell’erotico richiestissimo dai maggiori artisti e designer del mondo; come fosse uno psicologo dell’eros al quale tutti volevano sottoporre il proprio Io nascosto, alla ricerca di un potenziale inespresso o indicibile.
Perché il fotografo berlinese metteva a nudo l’anima, oltre al corpo, o meglio, le pulsioni nascoste che ognuno custodisce dentro di sé.

Tanti, tantissimi vollero essere ritratti da Newton, a cominciare da Andy Warhol, le cui foto in bianco e nero sono oggi famosissime. Poi, ancora, Karl Lagerfeld, Sigourney Weaver, Angelica Huston, Jerry Hall, David Bowie, Alice Springs (fotografa e sua moglie), Salvador Dalì, Linda Evangelista, Ursula Andress, Sofia Loren e molti altri.

LA LEGGE DI NEWTON

Un’ambiguità spesso incompresa aleggia in molte sue fotografie, un’aura forse volutamente indefinibile, sicuramente provocatoria. 
A partire dagli anni Settanta, Newton ha creato un’estetica nuova per la moda, ribaltando il normale rapporto designer-fotografo, dove era quest’ultimo ad essere al servizio del primo.
La rivoluzione di Newton ha fatto sì che fosse lui, da dietro l’obiettivo, a “dettar legge” su ciò che meritava di essere considerato bello.
Spesso accusato di mercificazione e svilimento del corpo femminile, Newton ha, in realtà, liberato la donna da quel velo di pudicizia costrittiva che per troppo tempo l’aveva nascosta, svelando il suo corpo, prima che agli altri, a lei stessa.
La “scandalosissima” raccolta di scatti di nudo pubblicata nel 1980, “Big Nudes”, lo sconsacra definitivamente come sacerdote dell’erotismo.
Se c’è qualcosa che odio, è sicuramente il buon gusto – ripeteva spesso Newton – per me è una parolaccia”. Il tempo gli ha dato ragione, poiché nel campo fotografico l’immaginario di eleganza femminile porta certamente il suo nome.

Il suo sodalizio con la moda è inscindibile e lo ha portato a collaborare con le più grandi firme.
È ormai celeberrimo il suo scatto con il primo tuxedo femminile della storia, disegnato dallo stilista  Yves Saint Laurent. Un’immagine che ha definitivamente liberato la donna dagli schemi dettati dal suo genere.
Quella figura androgina, ritratta di tre quarti nel suo completo con giacca e pantalone, mentre fuma una sigaretta, perfettamente a suo agio in un’eleganza maschile eppure sensualissima, è stata per la moda una rivoluzione seconda solo all’abbandono del corsetto.

La mostra

Helmut Newton. San Gimignano
18 aprile -1 settembre 2019

Galleria d’arte Moderna e Contemporanea di San Gimignano
via Folgore, 11 – San Gimignano (SI)

a cura di Matthias Harder
promossa dai Musei Civici del Comune di San Gimignano (SI) e prodotta da Opera-Civita con la collaborazione della Fondazione Helmut Newton di Berlino

Orario: 10 -19:30
Biglietti: € 9,00 intero; € 7,00 ridotto: minori dai 6 ai 17 anni, oltre 65 anni, gruppi min. 20 persone (fino a due accompagnatori con ingresso gratuito), scolaresche (fino a due accompagnatori con ingresso gratuito). Ingresso gratuito: minori di 6 anni, residenti a San Gimignano, disabili con accompagnatore, guide turistiche, titolari tessere I.C.O.M.
Info: www.sangimignanomusei.it  |  prenotazioni@sangimignanomusei.it
tel.  0577 286300

  • Andy Warhol – Vogue Uomo 1974, Helmut Newton Foundation Berlin
  • Catherine Deneuve – Esquire 1976, Helmut Newton Foundation Berlin
  • Paloma Picasso, 1983, Helmut Newton Foundation Berlin
  • Rushmore Italian Vogue 1982, Helmut Newton Foundation Berlin
  • Thierry Mugler 1998, Helmut Newton Foundation Berlin
  • Untitled – Chicken, French Vogue 1994, Helmut Newton Foundation Berlin