Il controluce inaspettato
Femmine di daino (Dama dama) Canon EOS 5DS R con obiettivo Canon EF 600mm f/4L IS II USM, 1/1250sec f/4, ISO 250 (EV +1). © Guido Bissattini

Il controluce inaspettato

Non era stata una grande mattina: entrato nel capanno sotto la maestosa quercia al centro della radura in attesa di qualche cervo, quando ancora era buio, le ore erano trascorse nella noia e nel silenzio, senza che nemmeno un soggetto si presentasse davanti al mio teleobiettivo. La luce, bellissima all’alba, era andata via via peggiorando e ora, col sole alto nel cielo, i giochi si potevano considerare fatti, anche se in effetti non erano mai nemmeno cominciati. C’era giusto da far passare il tempo in attesa dell’ora di pranzo. A quel punto, trascorrerlo altrove o nell’appostamento poco cambiava e, dato che la regola aurea è sempre quella che “chi più resta vince”, valeva la pena di provarci fino all’ultimo.
Così, quando erano già quasi le undici, un gruppetto silenzioso di femmine di daino, accompagnate dai loro piccoli, si era affacciato timidamente sul limitare del bosco e aveva conquistato il centro della radura. Per nulla intimoriti avevano preso a pascolare al sole, evento alquanto raro se non nelle prime ore del giorno e all’imbrunire. Alcuni esemplari si erano addirittura sdraiati al sole, in tutta tranquillità. Non erano i maschi di cervo in bramito che mi sarei aspettato, e per i quali mi ero alzato alle cinque del mattino in quella promettente giornata d’inizio ottobre, ma era pur sempre una bella situazione benché, ovviamente, i daini si fossero ben guardati dall’uscire in favore di luce, ma dalla parte opposta. Il mio appostamento era al centro della radura, con vista a 360 gradi; se anziché davanti a me fossero usciti alle mie spalle, mi sarebbe stato sufficiente …

(la versione integrale dell’articolo è pubblicata su “Fotografare” #13, Ottobre 2020)

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