Dior a Venezia nel 1951, Archivio Cameraphoto ©Vittorio Pavan

Intramontabili eleganze. Dior a Venezia nell’archivio Cameraphoto. A Venezia, la mostra dedicata al couturier parigino e al “Bal Oriental”

Villa Nazionale Pisani a Stra (VE) ospita dal 12 aprile la mostra fotografica dedicata a Christian Dior e a quello conosciuto come “il Ballo del secolo”, in cui sfilarono le sue estrose creazioni.

Ultimi scampoli dell’estate veneziana 1951. La laguna è in fermento per la mostra del Cinema appena inaugurata, mentre a Palazzo Labia di Stra tutto è pronto per celebrare l’estro di una stella, non della pellicola ma della moda. Si tratta del talentuoso couturier francese Christian Dior; in suo onore è stata organizzata quella che sarà ricordata come la festa più esclusiva del Ventesimo secolo, Le Bal Oriental
Dior, scomparso nel 1957, è stato il designer dell’eleganza e del lusso per il jet-set di tutto il mondo; nel suo atelier parigino, inaugurato solo cinque anni prima di quell’evento veneziano, ha vestito centinaia di principesse, dive, nobildonne e salottiere, e lo sfarzoso e bizzarro ballo in maschera si è celebrato, naturalmente, all’insegna del suo stile e del suo genio creativo.

“I mille di Palazzo Labia”

Voluto dall’eccentrico milionario messicano Don Carlos de Beistegui y de Yturbe, a quel tempo proprietario di Palazzo Labia, il Bal Oriental ha visto sfilare un migliaio di personaggi fra i protagonisti dell’aristocrazia del tempo, in quella notte magica. Non a caso nei rotocalchi si parlava dei “mille di Palazzo Labia”.
Per presenziare al party, nobili, signori, madame, artisti e star di tutto il mondo, raggiunsero Venezia a bordo di aerei privati e yacht. Tra gli ospiti più illustri, i Duchi di Windsor, Winston Churchill, l’Aga Khan lll, il Re Faruq e artisti come Salvador Dalì, Orson Welles e, naturalmente, Christian Dior, protagonista della serata organizzata in suo onore per rendere omaggio alla sua creatività e per celebrare la sua collezione ispirata alla Venezia di Goldoni e Casanova.
Per l’occasione Dior non si limitò solo a creare i costumi per gli ospiti ma anche per i loro cani.
Il ballo fu anche il trampolino di lancio per due giovani stilisti in erba che realizzarono per l’evento circa quaranta costumi e alcuni degli allestimenti scenografici: si trattava di Pierre Cardin e dell’italiana Nina Ricci.
Ogni abito era un capolavoro di altissima sartoria: broccati in stile settecentesco, sete, velluti, perle, pizzi, e poi costumi etnici, svettanti copricapi piumati, altissime parrucche ricciolute, turbanti risplendenti di pietre preziose e stravaganti maschere.
Così abbigliati gli ospiti volteggiavano nelle stanze di Palazzo Labia, nei saloni affrescati dal Tiepolo e negli appartamenti che furono residenza della fastosa nobiltà veneziana del Settecento.

Lo stilista Jacques Fath con la moglie e modella Geneviève al ballo, 1951, Archivio Cameraphoto ©Vittorio Pavan

Villa Pisani e Palazzo Labia: un legame d’arte

Il legame tra la Villa Pisani, sede della mostra, e Palazzo Labia, dove la sera del 3 settembre del 1951 si svolse il famoso ballo, è rappresentato dagli affreschi di Giambattista Tiepolo, uno dei massimi esponenti dell’arte settecentesca veneziana; la “regina delle ville veneziane” – così è nota Villa Pisani – oggi è un museo nazionale che conserva arredi e opere d’arte del Settecento e dell’Ottocento tra cui opere del Tiepolo, mentre a Palazzo Labia l’affresco intitolato Gloria della famiglia Pisani, realizzato anch’esso dal pittore veneziano, domina dal soffitto la maestosa Sala da Ballo.
La villa, la cui costruzione fu iniziata nel Quattrocento e conclusa tre secoli dopo per volere della facoltosa famiglia Pisani, nel corso dei secoli ha visto avvicendarsi illustri proprietari tra cui Alvise Pisani, che fu ambasciatore alla corte del Re Sole, fino a Napoleone Bonaparte, che rilevò il palazzo e le terre circostanti dopo che la famiglia Pisani cadde in rovina.
Quelle sale così finemente allestite e arredate ospitarono anche la famiglia imperiale asburgica, Carlo IV di Spagna, lo zar Alessandro e molti altri celebri personaggi.

La mostra

Voluta da Vittorio Pavan, attuale conservatore dell’imponente Archivio di Cameraphoto (la sola parte storica vanta oltre trecentomila negativi schedati) e da Daniele Ferrara, direttore del Polo Museale del Veneto, la mostra intende riportare lo spettatore a quella notte mirabolante e meravigliosa e alla Venezia dei primi anni Cinquanta come suggestivo sfondo della collezione disegnata da Christian Dior, già all’epoca considerato il sarto più popolare del pianeta. 
Le quaranta immagini in mostra fino al 3 novembre 2019 arrivano dai cronisti degli eventi mondani veneziani dell’epoca del ballo, i fotografi di Cameraphoto, l’agenzia fotografica veneziana fondata nel 1946 da Dino Jarach.
Vittorio Pavan, per molti anni al servizio dell’agenzia come fotografo e, in seguito, co-titolare, ha selezionato da questa ricca collezione gli scatti più eloquenti che raccontano il surreale ballo in maschera e la collezione di Dior presentata in laguna nello stesso periodo.

La prima parte dell’esposizione è dedicata allo stilista parigino e ai suoi abiti tanto leggeri e impalpabili visti da fuori quanto strutturati all’interno, con intricate impalcature fatte per scolpire la silhouette di una donna perfetta, con il vitino da vespa.
La collezione “Princesse” era stata fotografata qualche mese prima sullo sfondo di una Venezia anch’essa protagonista insieme agli abiti. Le immagini esposte a Villa Pisani mostrano una donna che, dopo la linea verticale, leit motiv della collezione 1950 disegnata da Dior, ora veste in ovale: spalle arrotondate e maniche a raglan, tessuti modellati e aderenti sino a diventare una seconda pelle. Immancabile il cappellino per il quale lo stilista si ispirò ai copricapi dei coolies, i contadini cinesi. Nella linea disegnata per l’autunno, invece, il punto vita dava l’illusione di estendersi sino a sotto il seno.
I bustier che hanno reso lo stilista famoso nel mondo sono diventati icone della storia della moda e non c’è stilista che non provi ancora oggi a ispirarsi a quella perfezione. Certo, si trattava di un’immagine falsata da strati e strati di crinolina, tutt’altro che spontanea e naturale. Ma, in fondo, era questa l’eleganza sfarzosa di Dior e ricorda, in qualche modo, per alcune collezioni, la ridondanza del barocco; una moda in cui tutto era artificio e, se vogliamo, costrizione. 
In un certo senso così è stata la moda di Dior. Quel new look che aspirava alla perfezione della figura femminile, rimasta incastonata come una pietra preziosa nello stile della metà del Ventesimo secolo, è andata perduta per far spazio alle rivoluzioni culturali dei decenni successivi che hanno trasformato profondamente l’immagine della donna e i suoi riferimenti estetici e di stile.

Dior a Venezia, 1951, Archivio Cameraphoto ©Vittorio Pavan

La seconda parte della mostra è interamente dedicata a Le Bal Oriental. Nelle immagini spiccano i due grandi protagonisti del ballo: la moda parigina e l’ostentazione del lusso; una moda che, a quel tempo, era dettata immancabilmente da Dior, stilista delle élite.
Quella sera decine di gondole accompagnavano i blasonati ospiti a Palazzo, accolti da lacchè in livrea e da una miriade di fiaccole che esaltavano i riflessi delle sete e dei lustrini cuciti sugli sfarzosi costumi.
E così, uno dopo l’altro, approdavano a Villa Pisani aristocratici e milionari di tutto il mondo, ospiti illustri, stilisti come lo spagnolo Cristobal Balenciaga e l’italiana Elsa Schiaparelli e il fotografo e costumista Cecil Beaton.
Il padrone di casa Don Carlos de Beistegui y de Yturbe, noto negli ambienti mondani come il Conte di Montecristo, scelse di presentarsi abbigliato come il Re Sole, arrampicato su calzature alte quaranta centimetri. Il collezionista cileno Arturo Lopez Willshaw e sua moglie Patricia scelsero di vestirsi da imperatore e imperatrice della Cina, mentre Lady Diana Cooper e il Barone di Cabrol presenziarono nei panni di Cleopatra e Antonio.
Ogni costume, ispirato alla Venezia di fine Settecento e preparato con mesi di anticipo, era una vera opera d’arte, un motivo di vanto e un’occasione per brillare sopra tutti nella notte della laguna. Un evento al limite del reale, quasi sospeso nel tempo, e un allestimento faraonico che riportarono Venezia, per un’ultima volta, agli antichi fasti del suo secolo d’oro; questo è stato Le Bal Oriental. Qualcosa che difficilmente si ripeterà in futuro

La Mostra

Intramontabili eleganze. Dior a Venezia nell’archivio Cameraphoto
12 aprile- 3 novembre 2019
a cura di Vittorio Pavan e Luca Del Prete
organizzata da Polo Museale dei Veneto e Munus
Villa Pisani Museo Nazionale – Via Doge Pisani 7 – Stra (VE)
Apertura: da martedì a domenica. Lunedì chiuso, tranne i lunedì festivi
Orari: dall’1/4 al 30/09/2019: dalle 9 alle 20; dall’1/10: dalle 9 alle 17 
Biglietti: intero € 7,50; ridotto -50% (18-25 anni); gratuito per minori di 18 anni e categorie previste dalla legge; integrato: € 12.00.
Info: tel. 049 502270   e-mail: villapisani@munus.com

www.villapisani.beniculturali.it

  • Dior a Venezia nel 1951, Archivio Cameraphoto ©Vittorio Pavan
  • Dior a Venezia nel 1951, Archivio Cameraphoto ©Vittorio Pavan
  • Dior a Venezia nel 1951, Archivio Cameraphoto ©Vittorio Pavan
  • Dior a Venezia nel 1951, Archivio Cameraphoto ©Vittorio Pavan
  • Dior a Venezia nel 1951, Archivio Cameraphoto ©Vittorio Pavan
  • Dior a Venezia nel 1951, Archivio Cameraphoto ©Vittorio Pavan
  • Dior a Venezia nel 1951, Archivio Cameraphoto ©Vittorio Pavan
  • Dior a Venezia nel 1951, Archivio Cameraphoto ©Vittorio Pavan
  • Dior a Venezia nel 1951, Archivio Cameraphoto ©Vittorio Pavan
  • Dior a Venezia nel 1951, Archivio Cameraphoto ©Vittorio Pavan
  • Dior a Venezia nel 1951, Archivio Cameraphoto ©Vittorio Pavan
  • Dior a Venezia nel 1951, Archivio Cameraphoto ©Vittorio Pavan
  • Dior a Venezia nel 1951, Archivio Cameraphoto ©Vittorio Pavan
  • Dior a Venezia nel 1951, Archivio Cameraphoto ©Vittorio Pavan
  • Dior a Venezia nel 1951, Archivio Cameraphoto ©Vittorio Pavan
  • Dior a Venezia nel 1951, Archivio Cameraphoto ©Vittorio Pavan
  • Dior a Venezia nel 1951, Archivio Cameraphoto ©Vittorio Pavan
  • Dior a Venezia nel 1951, Archivio Cameraphoto ©Vittorio Pavan
  • Dior a Venezia nel 1951, Archivio Cameraphoto ©Vittorio Pavan
  • Dior a Venezia nel 1951, Archivio Cameraphoto ©Vittorio Pavan
  • Dior a Venezia nel 1951, Archivio Cameraphoto ©Vittorio Pavan
  • Dior a Venezia nel 1951, Archivio Cameraphoto ©Vittorio Pavan
  • Dior a Venezia nel 1951, Archivio Cameraphoto ©Vittorio Pavan
  • Dior a Venezia nel 1951, Archivio Cameraphoto ©Vittorio Pavan