COVER STORY / Iraklis Kougemitros
Le città dell’anima

Linee, colori e forme assemblati con ritmo ed equilibrio danno forma alle città del fotografo greco Iraklis Kougemitros. Spazi complessi ed enigmatici in cui l’individuo può costruire un’interazione con il proprio mondo interiore. 

Ambientazioni urbane all’apparenza familiari trasformate in palcoscenici teatrali che mutano a ogni cambio del copione, all’avvicendarsi di nuove storie, di nuovi personaggi. Sono scorci fatti di forme e geometrie che acquistano ritmo e consistenza grazie a composizioni iperstudiate, campiture di colori vivaci, incastri di linee taglienti in cui si inseriscono ombre e silhouette di figure anonime. Personaggi che, nelle loro fugaci apparizioni, contribuiscono a restituire umanità e realismo a scenografie enigmatiche, più vicine alla pittura e alla grafica che non alla fotografia. Non a caso le origini artistiche di Iraklis Kougemitros sono proprio nella pittura e nella musica che lui ha applicato a una originale rilettura della street photography. Il risultato è un riuscito incontro tra mondi reali e immaginari, tra spunto documentario ed elaborazione astratta, tra ricerca estetica e bisogno di rendere visibile la propria interiorità. Un processo fatto di continue scelte su cosa trattenere e cosa abbandonare per raggiungere un vero equilibrio. Nelle immagini come nella vita.

«Il mio intento è proprio questo: costruire un’ambientazione in cui includere solo gli elementi che scelgo, di volta in volta, come se fosse un palcoscenico da allestire per una nuova rappresentazione. Il risultato è un’ambientazione anonima che appaia comunque realistica, in cui lo spettatore possa trovare spunti di riflessione e non sia indotto solo a cercare elementi materiali, riconoscibili e rassicuranti, ma messaggi, concetti e significati», ci spiega il fotografo greco. 

Da quando, poco più di dieci anni fa, ha incontrato la fotografia ha continuato la sua ricerca iniziata molti anni prima con le altre arti sul piano espressivo e delle rappresentazioni mentali. «Da sempre ho cercato di intraprendere un percorso “filosofico”, ma ciò che mi è mancato in passato è stata la … 

(la versione integrale dell’articolo è pubblicata su “Fotografare” #11, giugno 2020)

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