la liberta di panorama

La libertà di panorama

Qualche giorno fa ho ricevuto una mail da un lettore che mi chiedeva se può fotografare liberamente o, meglio, preparare un lavoro fotografico riguardante un complesso edilizio di valore artistico/culturale. Il lettore si preoccupava – giustamente – perché, sebbene avesse chiesto il permesso al Comune proprietario della strut- tura, si poneva il problema della Sovrintendenza, in quanto il sito in questione è sottoposto alla tutela del Ministero dei Beni Culturali.
La domanda potrebbe risultare semplice da un lato e, tuttavia, piuttosto complicata da approfondire in modo esaustivo e completo in un breve articolo, cercando comunque di essere chiari e puntuali dal punto di vista giuridico. Innanzitutto precisiamo che, come in ogni caso, la riproduzione fotografica è sempre consentita per uso personale e – con alcune eccezioni e limitazioni in termini di risoluzione e modalità – per fini divulgativi, purché non vi sia sfruttamento economico delle stesse.
Ma procediamo per ordine. Le opere dell’architettura e dell’ingegneria sono tutelate dalla Legge sul Diritto d’Autore all’art. 2 e 99 e, in quanto tali, soggette alla protezione riservata alle opere dell’intelletto e della creatività come tante volte abbiamo detto in merito alla fotografia. Nel caso specifico la tutela si estende per settant’anni oltre la data di morte dell’autore.
Tuttavia, parlando di opere dell’architettura, spesso esse potrebbero essere ricomprese, come nel nostro caso, all’interno del patrimonio culturale composto dai “beni culturali e dai beni paesaggistici” tutelati dallo Stato con il D.Lgs n. 42/2004 che definisce beni culturali le cose immobili e mobili che appartenenti allo Stato, alle Regioni ed agli altri Enti pubblici territoriali ecc. presentano interesse storico, archeologico ed etnoantropologico. Sono beni paesaggistici, invece, gli immobili e le aree espressamente indicate o definite tali dalla legge o in base alla legge, costituenti espressione dei valori storici, culturali, naturali, morfologici ed estetici del territorio.
In particolare ci potremmo riferire all’art.107 della D.Lgs 42/2004 relativo all’uso dei beni culturali, in particolare alla possibilità per il Ministero e gli Enti proprietari di consentire la riproduzione nonché l’uso strumentale e precario dei beni culturali che abbiano in consegna, fatte salve le disposizioni di cui all’art. 2 e quelle in materia di diritto d’autore. E dell’art.109 qualora la concessione abbia ad oggetto la riproduzione di beni culturali per fini di raccolta e catalogo di immagini fotografiche e di riprese in genere, il provvedimento concessorio prescrive: il deposito del doppio originale e la restituzione dopo l’uso del fotocolor originale con relativo codice.
Ecco che combinando le due leggi – sul diritto d’autore e sui beni culturali – si devono raccordare tra di loro un insieme di regole, di per sé abbastanza chiare, ma di difficile ed immediata traduzione pratica su ciò che è consentito e su ciò che non lo è.
In questi casi solamente un esame degli elementi di fatto, della tipologia di struttura da fotografare, della sua appartenenza o meno al novero dei beni culturali e paesaggistici e della sua realizzazione più o meno recente, ci permetteranno di escludere l’applicazione delle limitazioni di sfruttamento del- le opere fotografiche.
Per tornare al caso del nostro lettore, sebbene non credo che in questo caso si possa invocare la legge sul diritto d’autore, tuttavia sarà necessario ottenere le opportune autorizzazioni dall’Ente proprietario del sito con espresso riferimento alla possibilità di sfruttare economicamente il lavoro che si realizzerà. Tuttavia non escluderei a priori l’interazione e l’eventuale autorizzazione del Ministero dei Beni Culturali, al fine di ottenere anche da loro le autorizzazioni necessarie e poter eventualmente obbedire a prescrizioni e vincoli particolari che potrebbero ricadere sulla struttura in modo particolare e forse, addirittura consegnare i negativi dell’opera.
È evidente come in Italia il patrimonio culturale e architettonico sia tutelato in modo preciso e attento, rischiando di affondare in lungaggini, autorizzazioni e permessi, spesso di non fa- cile e immediato ottenimento.

*Avvocato Civilista, specialista Privacy certificato UNI 11697:2017
Per informazioni o richieste di argomenti da trattare scrivete a info@studiopersichilli.it

(articolo pubblicato su Fotografare #12, agosto/settembre 2020)

AUTORE: 

Avv. Mirko Persichilli
Avvocato civilista, specialista Privacy certificato UNI 11697:2017
Per informazioni o richieste di argomenti da trattare scrivete a:
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