Graziano Panfili - Schema a 3 luci, con una back light verde, key light rossa esterna e ll light naturale della luce dell’accendino.

FOTOGRAFIA PRO – Le luci del cinema in fotografia

La luce scolpisce superfici e oggetti, definisce atmosfere, rivela e nasconde. Sui set cinematografici domarla è un’arte la cui maestria permette di esaltare narrazioni, emozioni e sensazioni. Ne parliamo con il fotografo di scena Graziano Panfili.

Un bravo direttore della fotografia è “la mano e l’occhio del pittore” che mancano al regista. Lo diceva Bernardo Bertolucci a proposito di Vittorio Storaro, direttore della fotografia di suoi pluripremiati film, al quale è stato legato da un lungo sodalizio professionale. La luce è un vero e proprio linguaggio per chi lavora con le immagini e gestirla sul campo in modo ottimale fa certamente la differenza. Nel cinema, soprattutto, è uno strumento imprescindibile della narrazione perché crea le giuste atmosfere, sottolinea le espressioni degli attori, valorizza le scenografie.

La bellezza della luce naturale ha certamente il suo fascino, ma non sempre si adatta al mood della scena. Dunque anch’essa va dominata e, quando non c’è, bisogna ricrearla con l’ausilio di tecniche e sistemi di illuminazione. «Per questo bisogna imparare a conoscerla bene, a carpirne i suoi segreti, sfruttare appieno le sue potenzialità per plasmarla secondo le esigenze», spiega Graziano Panfili, fotografo di scena impegnato sul set di diverse produzioni.

Prima di approdare al cinema Graziano Panfili ha fatto un lungo apprendistato artistico e fotografico, partendo dal disegno e dal fumetto per arrivare al reportage, al ritratto e a lavori di ricerca concettuale, pubblicando sulle principali testate di attualità italiane e internazionali ed esponendo in gallerie e musei nazionali ed esteri. «Tutte esperienze che si integrano l’una nell’altra», spiega. «Ma il cinema ha un fascino unico proprio grazie alla possibilità di ampliare l’aspetto creativo lavorando sulla luce – l’ingrediente di base della visione e della fotografia – i colori e le atmosfere per evocare sensazioni intense che proiettano lo spettatore nella scena».

Oggi Panfili condivide le sue conoscenze e la sua esperienza maturata sul campo promuovendo corsi e workshop sull’utilizzo delle luci del cinema applicate alla fotografia, guidando i suoi allievi sul campo.

Lo abbiamo incontrato per approfondire l’argomento e farci raccontare la sua riscoperta – o reinvenzione? – della luce nella fotografia.

Com’è nata l’idea di portare le luci del cinema nella fotografia?

Trovandomi spesso sui set cinematografici come fotografo di scena e lavorando a fianco al direttore della fotografia, ho sentito l’esigenza di approfondire le conoscenze tecniche richieste in questo ambito fotografico, tra l’altro molto vicino alla ripresa classica lontana dalle scene, seppure molto più complesse. Così ho frequentato un corso di direzione della fotografia e ho messo in pratica sui set le conoscenze acquisite, unendole all’esperienza maturata nel cinema. Da qui, ho deciso di creare un workshop pratico dedicato poiché molti fotografi, vedendo le mie fotografie, volevano capire come le avessi fatte.

Il linguaggio del cinema e quello della fotografia si basano su meccanismi visivi molto simili. Ci sono differenze tra la gestione dell’illuminazione per realizzare immagini fisse e per le riprese video?

Per quanto riguarda l’illuminazione non ci sono differenze molto rilevanti. Ciò che cambia, invece, è la ripresa: sul set è possibile scattare con tempi di posa più lunghi, se non ci sono attori, per avere un’esposizione ben bilanciata, e si possono impostare valori ISO molto alti. Nella fotografia, inoltre, non si deve gestire l’audio, quindi un elemento critico in meno di cui preoccuparsi. Infine, la visione compositiva è più libera rispetto a quella 16/9 cinematografica, ma è anche più difficile nel bilanciamento delle masse perché nello scatto entrano più elementi.

In che modo la luce contribuisce a creare l’atmosfera di una scena?

La luce è l’atmosfera. Con la luce è possibile far emergere e rendere visibili determinate zone della scena e lasciarne altre in secondo piano. Inoltre, dosando la luminosità si intensifica il mood, ossia l’umore dell’atmosfera stessa e, infine, con la macchina del fumo si può far “sentire” più o meno la luce di cui abbiamo bisogno.

Ci sono tecniche particolari di illuminazione usate nelle riprese cinematografiche che funzionano bene anche per la fotografia?

Certamente. La luce piegata, ad esempio, il controluce, la luce negativa. Tutte tecniche che permettono di gestire al meglio le fonti di luce all’interno del set. Alcune, come il controluce, vengono usate normalmente anche dai fotografi. Altre, invece, come la luce piegata e la luce negativa, sono tecniche propriamente …

di Emanuela Costantini

(la versione integrale dell’articolo è pubblicata su “Fotografare” #14, Novembre 2020)

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GRAZIANO PANFILI

Graziano Panfili, nato nel 1971, è un artista poliedrico, approdato alla fotografia dopo essersi dedicato per molti anni al disegno, alla pittura e al fumetto. Ha compiuto i suoi studi nel campo dell’arte e della comunicazione e, in seguito, si è specializzato nel reportage presso la scuola di fotografia Graffiti di Roma. Da alcuni anni lavora come fotografo di scena sui set di diversi corto e lungometraggi e attualmente collabora con la casa di produzione Vargo. Parallelamente svolge l’attività fotografica per l’editoria e realizza progetti artistici personali che gli hanno permesso di esporre in musei e gallerie di diversi Paesi del mondo e di affermarsi in prestigiosi concorsi nazionali e internazionali. Le sue fotografie sono pubblicate sui principali quotidiani e periodici italiani ed esteri e utilizzate per realizzare copertine di libri per Mondadori e cd musicali. Inoltre, ha ricevuto il patrocinio del Ministero dei Beni Culturali per un progetto sullo scrittore e regista Pier Paolo Pasolini per il quarantennale dalla sua scomparsa. È uno dei fondatori del collettivo fotografico Ulixes Pictures. Vive e lavora tra Roma e Frosinone.

www.grazianopanfili.com

GRAZIANO PANFILI
Un solo punto di luce calda proveniente lateralmente.

GRAZIANO PANFILI
Uno scatto realizzato con tre punti luce: luce dall’alto, back light verde chiaro e una luce laterale rossa.

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