MAGNUM’S FIRST. La prima mostra di Magnum
Erich Lessing, Belvedere Gardens, Vienna, Austria, 1954_ © Erich Lessing Magnum Photos

“Magnum’s First. La prima mostra di Magnum” esposta a Milano dopo oltre mezzo secolo dal primo allestimento

Una mostra di 83 fotografie vintage in bianco e nero che ripercorre per intero la prima esposizione di un gruppo di autori appartenenti all’agenzia fotografica Magnum Photos, allestita tra il 1955 e il 1956. La storia della fotografia riprende corpo al Museo Diocesano Carlo Maria Martini di Milano, fino al 6 ottobre.

Sono state ritrovate in una cantina di Innsbruck nel 2006, cinquant’anni dopo la loro prima esposizione, le 83 fotografie che compongono la mostra “Magnum’s First. La prima mostra di Magnum”. L’esposizione, curata da Andrea Holzherr, Global Exhibitions Manager di Magnum Photosin collaborazione con Magnum e col patrocinio del Comune di Milano e il sostegno di Rinascente, parte del Milano Photo Festival 2019. Si tratta di un ritrovamento di grande valore storico che, in questa mostra, celebra una delle più prestigiose agenzie fotografiche del Novecento attraverso le opere dei suoi maggiori esponenti, da Henri Cartier-Bresson a Marc Riboud, da Inge Morath a Jean Marquis, da Werner Bischof a Ernst Haas, da Robert Capa a Erich Lessing.
Si tratta, infatti, della primissima mostra dell’agenzia fotografica dal titolo “Gesicht der Zeit”(“Il volto del tempo”), tenutasi tra il 1955 e il 1956 in cinque città austriache e il cui corpus è stato dimenticato e conservato all’interno di una cassa in una cantina di Innsbruck. Oggi, grazie al lavoro della curatrice Andrea Holzherr, quelle stampe si offrono nuovamente al pubblico svelando i misteri e i segreti della Magnun Photos che, fin dalla sua prima esposizione, si dimostra diversa dalle coeve agenzie fotografiche, perché in grado di difendere la fotografia soprattutto per il suo enorme valore di documento.

IL RITROVAMENTO
«Ciò che trovammo nelle casse – afferma la curatrice Andrea Holzherr – era, a dir poco, sorprendente: una serie di vecchi pannelli di legno su cui erano montate delle fotografie molto sporche. Perciò, il mio primo contatto con la vecchia mostra somigliava più alla scoperta di una mummia che a quella di un tesoro. I materiali erano in pessime condizioni: le foto erano ricoperte di polvere, sporco e muffa, e avevano perfino un odore di stantio!».

Il ritrovamento è eccezionale non solo perché riporta alla luce fotografie di inestimabile valore storico e documentale, ma perché ripresenta la mostra esattamente come era stata pensata all’epoca: le 83 fotografie sono state trovate ancora attaccate a pannelli colorati con accanto il relativo testo di presentazione, insieme alla locandina di presentazione e alle istruzioni dattiloscritte per l’esposizione. Strumenti che oggi hanno reso possibile riproporre la prima mostra della Magnum di cui si abbia notizia così come, cinquant’anni fa, era stata pensata e organizzata.

IL PERCORSO ESPOSITIVO: UN VIAGGIO NELLA STORIA
La mostra presenta tre servizi fotogiornalistici, corredati di una sezione introduttiva, che ruotano attorno alle 18 fotografie di Henri Cartier-Bresson, sugli ultimi giorni e i funerali di Mahatma Gandhi, che facevano parte del servizio pubblicato dalla rivista “Life” nel febbraio 1948.
Prosegue con le immagini pubblicate postume di Robert Capa, che documentano un gruppo di popolani mentre danza a una festa basca, a Biarritz, nel sud della Francia nel 1951. Foto nate con lo scopo di sottolineare il ritorno alla pace in una regione divenuta sinonimo di barbarie, al tempo della Guerra civile spagnola.
La rassegna tocca anche l’ambito cinematografico con le immagini di scena di Ernst Haas, scattate sul set del kolossal hollywoodiano “La regina delle Piramidi” del 1955.
Le fotografie di Erich Lessing documentano l’occupazione nazista di Vienna, la sua città, da cui trapelano serenità e anche, in certo modo, buonumore, in luoghi simbolo della capitale austriaca come il giardino del Belvedere, il Prater, il Rathauspark.
Chiudono idealmente l’esposizione le opere giovanili di Marc Riboud, risalenti al 1951, prima del suo ingresso nella Magnum, che documentano la vita nei villaggi dalmati, tra Vrlika, Spalato e Dubrovnik. Emblematica la fotografia finale di questa serie, ossia un grande ritratto del presidente jugoslavo Tito mentre viene riportato al suo posto alla fine di un congresso.
Una mostra che sottolinea il carattere eterno proprio delle fotografie, capaci di conservare il ricordo di un istante e di scolpirlo nella memoria collettiva, costituendo un’eredità comune a tutta l’umanità. Quelle esposte nel Museo Diocesano Carlo Maria Martini di Milano sono fotografie importanti non solo perché appartenenti alla prima e più nota agenzia fotogiornalistica della storia, ma anche perché sono un monito alla conservazione, alla tutela, alla cura di un patrimonio che ci appartiene e di cui siamo responsabili, documenti che riportano alla luce e alla memoria la nostra stessa storia.

LA MOSTRA

AA.VV.
MAGNUM’S FIRST. La prima mostra di Magnum”
8 maggio – 6 ottobre 2019
Milano, Museo Diocesano Carlo Maria Martini 
ingresso da piazza Sant’Eustorgio 3

Orari: martedì-domenica, 10-18. Chiuso lunedì (eccetto festivi)
La biglietteria chiude alle ore 17.30
Apertura serale: per date e orari consultare il sito www.chiostrisanteustorgio.it 
Biglietto Museo Diocesano Carlo Maria Martini:
Intero: € 8; ridotto e gruppi: € 6; scuole e oratori: € 4
Info: tel. 02.89420019 
www.chiostrisanteustorgio.it

  • Henri Cartier-Bresson, Gandhi, just after ending his fast, Birla House, Delhi, India, 1948_ © Henri Cartier-Bresson Magnum Photos
  • Inge Morath, New Bond Street, London, Great-Britain, 1953_ © Inge Morath Magnum Photos
  • Robert Capa, Village festival, Basque Country, France, 1951_ © Robert Capa – International Center of Photography – Magnum Photos
  • Werner Bischof, On the road to Cuzco, Peru, 1954_ © Werner Bischof Magnum Photos