Photowall gennaio 2022

Geometrie



IMMACOLATA GIORDANO 
Fotocamera Fujifilm Instax Square SD20 con pellicola Instax Square. Doppia esposizione in ripresa, elaborazione in-camera con filtro in dotazione, rotazione della stessa immagine di 90° e stampa dopo ogni rotazione, assemblaggio e scansione. 
Un suggestivo caleidoscopio formato dall’assemblaggio di immagini di architettura, ottenute con la stampa istantanea consentita dal nuovo sistema digitale instax di Fujifilm (v. Fotografare #24, ottobre 2021). Protagonisti sono edifici e camini veneziani che, come nel gioco del Tetris, si incastrano dando forma a nuovi intrecci geometrici e suggeriscono forme sempre diverse allo sguardo.



SAMANTHA IOSCA 
Mirrorless Fujifilm XT-3 con obiettivo Fujifilm XF 16mm f/2.8 R WR, 1/60s f/8, ISO 200. Postproduzione con Lightroom, regolazione colore, luce e chiarezza. 
«Il quartiere residenziale di Porta Nuova, a Milano, dopo la riqualificazione ha visto nascere grattacieli ricoperti di immense vetrate sospese tra cielo e terra che creano una meravigliosa fusione di architetture e geometrie, ancor più evidente quando si punta lo sguardo dal basso verso l’alto», spiega Samantha. In contesti del genere, ricchi di linee di fuga, angoli e volumi, a fare la differenza sono il punto di ripresa e la composizione che in questo caso hanno prodotto un buon risultato finale, reso ancora più astratto dalla desaturazione dei toni. 


CLAUDIO CARAVANO 
Mirrorless Sony Alpha 7 Mark II con obiettivo Canon EF 85mm f/1.2 L II USM con adattatore Sony, 1/100s f/4.5, ISO 400. Ripresa in luce ambiente. In postproduzione, in Camera Raw conversione in bianco e nero con filtri rosso (zone interne della rosa) e blu (zone esterne), correzione della nitidezza; in Photoshop, scontorno del soggetto, azzeramento della luminosità, leggera sfocatura sulla linea di selezione, cancellazione delle foglie sullo sfondo in Photoshop. 
La natura offre innumerevoli esempi di composizioni geometriche e l’universo floreale ne esprime da solo una straordinaria varietà. La vista dall’alto di questa rosa sbocciata, l’eliminazione del colore che lascia la scena alla pura forma e all’alternarsi di elementi apparentemente uguali ma sempre unici – i petali – in una modulazione delicata di toni e di volumi, crea un’immagine di grande armonia nella sua semplicità.


FRANCESCO GUCCI 
Mirrorless Olympus OM-D EM-5 Mark II con obiettivo Panasonic Lumix G 14mm f/2.5 II ASPH, 1/1250s f/5.6, ISO 200. In postproduzione, conversione in bianco e nero con Raw Therapee, regolazione curve, contrasto e luminosità. 
«Camminando per le strade delle nostre città quasi non lo notiamo, distratti come siamo dalla quotidianità. Ma se ci soffermiamo un attimo, se cambiamo visuale trovando un punto di osservazione diverso, ecco che ci appare un intrico misterioso composto da varie forme geometriche: cerchi, triangoli, rettangoli e quadrati uniti da curve e rette compongono un disegno a suo modo armonico e fino ad allora sconosciuto», racconta Francesco proponendoci la sua fotografia. Le geometrie sono ovunque dinanzi ai nostri occhi, danno ordine e significato allo spazio, oltre che piacere allo sguardo. 


MARCO FORNASA 
Mirrorless Fujifilm X-T1 con Fujifilm XF 18-135mm f/3.5-5.6 R LM OIS WR alla focale 19mm, 1/30s f/3.6, ISO 400. In postproduzione, con PaintShop Pro regolazione Tonalità blu. 
Una scala situata all’interno della casa-museo Vicens a Barcellona, in Spagna – la prima dimora progettata dall’architetto Antoni Gaudí tra il 1883 e il 1885 come residenza estiva di un ricco cambiavalute – diventa pura forma in questa fotografia scattata dal basso nel suo dipanarsi di sagome concentriche che guidano lo sguardo verso la luce. Proprio la luce ne scolpisce i volumi attraverso un gioco di ombre di diversa intensità che ricorda l’alternarsi dei petali di un fiore, mentre il filtro blu enfatizza l’astrattezza della composizione.


FEDERICO VACCARI 
Reflex Nikon D610 con ottica Tamron SP 70-300mm f/4-5.6 Di VC USD, focale 200mm, 1/320s, f/8, ISO 100. In postproduzione, con Adobe Camera Raw leggero ritaglio, riduzione dell’esposizione, regolazione del contrasto, delle alte luci, dei neri, aumento delle ombre, dei bianchi e della chiarezza. 
Mani di fabbrica è il titolo dato da Federico a questa fotografia. E in effetti le strutture dell’impianto di questo cementificio situato nel comune di Pederobba, in provincia di Treviso, somigliano davvero a delle dita gigantesche nell’atto di afferrare qualcosa. Racconta: «Ci sono passato davanti un centinaio di volte ma non avevo mai fatto caso a quel particolare. Mi dava l’idea di qualcosa di “vivo”, una mano inquietante da una parte e uno strano animale appoggiato sulle zampe dall’altra. Era tardo pomeriggio e per puro caso avevo la reflex con me. Poiché quell’arteria è molto trafficata, ho evitato di scendere dall’auto ma ho accostato, ho abbassato il finestrino e ho scattato a mano libera». Un esempio di come anche contesti apparentemente poco attrattivi possano celare un fascino alternativo nelle loro forme e nella loro forza evocativa.


ANGELO BARIANI 
Compatta Panasonic Lumix DMC-TZ70, ottica Leica DCVario-Elmar 24mm, focale di scatto equiv. nel formato 35mm: 98mm, 1/60s f/4.9, ISO 100. 
Le geometrie della natura sono sempre le più sorprendenti, tanto più se frutto dell’ingegno di piccoli insetti in grado di concepire e realizzare delle vere e proprie opere di ingegneria, belle da vedere oltre che funzionali. Angelo ha fotografato in una mattina di inizio autunno questa ragnatela con il suo “costruttore” lungo il sentiero CAI 622, direzione Montalto, sulle colline di Reggio Emilia. La nebbia si era appena alzata e la luce radente del sole aveva messo in risalto le goccioline depositate sui fili sottili, rendendo la struttura ancora più evidente e brillante. Suggeriamo solo un leggero ritaglio che mantiene le proporzioni dello scatto originario ma permette di escludere dalla composizione alcuni elementi di disturbo in primo piano. 


ALFONSO PIO ZAMMUTO 
Reflex Pentax K-7 con obiettivo Pentax SMC DA 16-45mm f/4 ED AL, alla focale 16mm, 1/350s f/11, ISO 100. Leggera sottoesposizione in ripresa. Postproduzione con Adobe Camera Raw, Scherma e Brucia, leggere regolazioni per luci, ombre ed esposizione. 
«La scultura, denominata 38° Parallelo – Piramide, è situata a Motta d’Affermo, nel territorio di Messina. Consiste in una piramide cava alta trenta metri alla quale si accede tramite un tunnel di forma cilindrica, la cui porta si vede nello scatto. Il suo nome è dovuto alle coordinate geografiche che corrispondono al trentottesimo parallelo. Viene utilizzata, in particolare, nel giorno del solstizio d’estate – il 21 giugno – quando vi affluiscono persone vestite di bianco per il rito del saluto al sole e all’estate. Il sito guarda verso il mare, Cefalù e le isole Eolie». Alfonso Pio ci accompagna così in un luogo per molti mistico che deve molta della sua aura proprio alla sua forma e alla sua collocazione, ben restituiti nel suo scatto.


VALERIO TIBERIO 
Compatta Leica D-LUX (Typ 109), focale 34mm (equivalente 75mm), 1/640s f/8, ISO 200. Postproduzione con Photoshop, aumento della saturazione e del contrasto, ritaglio di una parte di cielo. 
«Durante una passeggiata sul lungomare nord di Roseto degli Abruzzi, sulla costa teramana, la mia attenzione è stata attratta dalla struttura a doppio arco colorata che funge da ingresso a uno stabilimento balneare. La presenza di un colombo fermo sulla sommità mi è subito apparsa come la famosa… ciliegina sulla torta», racconta Valerio. I colori saturi della struttura, la sua staticità, la ripetizione delle geometrie, la composizione simmetrica e ben bilanciata, sono vivificati dalla presenza del piccione in sosta prima di un nuovo volo.


STEFANO MALATTO 
Smartphone MOTO G (5)PLUS, 1/244s f/2, ISO 100. App Photo Editor, variazione dei colori, aumento della saturazione, ritaglio. 
«Da un centro commerciale di Locate Triulzi, in provincia di Milano, ho scattato con lo smartphone questa fotografia ad alcuni capannoni industriali in costruzione nei paraggi. Quel giorno il cielo era terso e nell’area si muovevano alcune gru con il loro carico che gravitava nel vuoto prima di essere collocato nel posto giusto», racconta Stefano. Una composizione minimalista ed equilibrata, arricchita da colori vitaminici in cui i pochi elementi creano un gradevole gioco per lo sguardo. Piccolo suggerimento: l’eliminazione dello spigolo della struttura in alto a sinistra avrebbe dato una maggiore pulizia a una scena così essenziale. 


FRANCESCO SCAGLIONE 
Mirrorless Sony Alpha 7C con obiettivo Sony FE 28-60mm f/4-5.6 alla focale 28mm, treppiedi, 20 secondi f/4, ISO 1250. Postproduzione con app Snapseed, regolazone luminosità, contrasto, alte luci e ombre. Raddrizzamento dell’orizzonte e leggero ritaglio per riquadrare la composizione, aumento della nitidezza. 
Uno scenario suggestivo quello che il nostro lettore ha colto con la sua fotocamera nelle campagne della Lomellina, a Mortara, nel pavese, in una sera di primavera. L’idea era quella di creare una composizione simmetrica, con la luna al centro della scena e del pioppeto che irradia la luce del Sole da essa riflessa proprio sull’area alberata, perfettamente stagliata sull’orizzonte. L’elaborazione ha enfatizzato luci e toni creando un effetto quasi pittorico. Suggeriamo a Francesco un leggero ritaglio per rendere più equilibrata la composizione eliminando parte dell’orizzonte sfocato sul lato sinistro. La luna, purtroppo, appare comunque leggermente decentrata, problema evitabile solo al momento dello scatto, scegliendo un punto di ripresa in cui il satellite fosse perfettamente centrato sulla zona alberata.