LAURA VITTO Mirrorless Sony Alpha 7 con obiettivo Sony 28-70mm f/3.5-5.6 FE OSS alla focale 28mm, 1/125s f/11, ISO 100. Postproduzione con Adobe Camera Raw: desaturazione, lieve aumento dei bianchi e attenuazione dei neri, ritaglio. «Quando ho scattato questa fotografia – un assolato sabato nel marzo di quest’anno – la primavera era ormai alle porte. I suoi profumi e i suoi colori inondavano l’aria e inebriavano lo sguardo. Dopo un lungo e freddo inverno c’era solo la voglia di uscire, di ritrovare la natura nella sua rinascita, e questo scatto al quale ho voluto dare un tocco vintage nel formato e nei toni, nasce con l’intento di trasmettere la sensazione di felicità, leggerezza d’animo e libertà provate quel giorno, quando il sole iniziava a scaldarci di nuovo e ci si poteva stendere in mezzo ai fiori di campo, lasciandosi pervadere dalla natura in tutta la sua pienezza e armonia», scrive la nostra lettrice. Uno scatto piacevole e ben composto che trasmette la bellezza semplice e la gioia della natura e degli spazi all’aperto ritrovati al riesplodere della natura in primavera.

Photowall luglio 2021

Il trionfo della natura

LAURA VITTO
Mirrorless Sony Alpha 7 con obiettivo Sony 28-70mm f/3.5-5.6 FE OSS alla focale 28mm, 1/125s f/11, ISO 100. Postproduzione con Adobe Camera Raw: desaturazione, lieve aumento dei bianchi e attenuazione dei neri, ritaglio.
«Quando ho scattato questa fotografia – un assolato sabato nel marzo di quest’anno – la primavera era ormai alle porte. I suoi profumi e i suoi colori inondavano l’aria e inebriavano lo sguardo. Dopo un lungo e freddo inverno c’era solo la voglia di uscire, di ritrovare la natura nella sua rinascita, e questo scatto al quale ho voluto dare un tocco vintage nel formato e nei toni, nasce con l’intento di trasmettere la sensazione di felicità, leggerezza d’animo e libertà provate quel giorno, quando il sole iniziava a scaldarci di nuovo e ci si poteva stendere in mezzo ai fiori di campo, lasciandosi pervadere dalla natura in tutta la sua pienezza e armonia», scrive la nostra lettrice. Uno scatto piacevole e ben composto che trasmette la bellezza semplice e la gioia della natura e degli spazi all’aperto ritrovati al riesplodere della natura in primavera.
FRANCESCO GUCCI
Mirrorless formato quattro terzi Olympus OM-D E-M5 Mark II con obiettivo Panasonic Lumix G 14mm f/2.5 ASPH, 1/6s f/4, ISO 200. File RAW convertito in jpg con Raw Therapee, regolazione curve, contrasto e luminosità.
Scrive Francesco: «Molto tempo fa, un gruppo di contadini sottrasse questo terreno al bosco sull’Appennino Toscano per costruirci la loro dimora e così è stato per tanti anni. Ma dopo lo spopolamento che ha colpito quel territorio nel Secondo dopoguerra, con la stessa pazienza con la quale il bosco ha sopportato la presenza degli “intrusi” umani, piano piano si è riappropriato di ciò che gli apparteneva». Il vero trionfo della natura è proprio nella sua capacità di rinascere e di rigenerarsi nonostante i tentativi dell’uomo di modificare l’ambiente e il suo ecosistema.
FRANCESCO D’AMBROSIO
Reflex Nikon D5600 con obiettivo Nikkor AF-S 18-55mm f/3.5- 5.6G DX VR alla focale 55mm, 1/125s f/5,6, ISO 100. Scatto eseguito a mano libera. Postproduzione con Lightroom, correzione rumore e nitidezza, regolazione ombre, ritaglio.
Un’ape comune è intenta ad estrarre il nettare dai fiori di una pianta di lavanda da giardino, durante un soleggiato pomeriggio primaverile nella piana di Battipaglia, in provincia di Salerno. «La ripresa è stata fatta con un tempo di posa piuttosto breve per bloccare l’attimo, poiché gli steli della lavanda erano mossi da un tiepido scirocco», spiega l’autore. Il trionfo della natura è anche nel lavoro di queste minuscole operaie la cui sopravvivenza è sempre più minacciata dall’inquinamento, dall’uso dei pesticidi e dai cambiamenti climatici. Nella fotografia, il momento colto ci appare interessante e curioso – l’insetto ha infilato quasi completamente la testa nella corolla – e il ritaglio quadrato incornicia efficacemente il soggetto tra gli steli.
LUDOVICA DEL BONO
Reflex Canon EOS 800D con obiettivo Sigma 50-150mm f/2.8 EX DC HSM alla focale 150mm, 1/800s f/4.5, ISO 200. Scatto eseguito a mano libera, nessun effetto di postproduzione. Ludovica ha realizzato questo scatto alla riserva naturale “Lago di Vico”, in località Caprarola, in provincia di Viterbo.
«L’idea di libertà suggerita dal volo ad ali spiegate di una garzetta bianca per me rappresenta un vero trionfo della natura», ci racconta. E non possiamo che essere d’accordo nell’ammirare la bellezza e la leggerezza di questi uccelli che accolgono la bella stagione e il rigoglio della natura che regala. Ci permettiamo di proporre a Ludovica i nostri suggerimenti di elaborazione – molto semplici – fatti con Photoshop sulla sua fotografia: con la funzione Contrasto Automatico abbiamo contrastato leggermente i toni, poi abbiamo raddrizzato leggermente l’orizzonte selezionando il bordo dell’immagine e ruotandola con la funzione Trasformazione Libera e, infine, abbiamo ritagliato una parte di cielo e di paesaggio per dare più equilibrio alla composizione e maggiore risalto alla garzetta in volo.
FRANCESCO IACOPINI
Reflex Nikon D5100 con obiettivo Nikon AF-P 18-55mm f/3.5-5.6 G DX VR alla focale 55mm, 1/6s f/9, ISO 125. Bilanciamento del bianco impostato su “Sole diretto” per mantenere il tono arancio della nuvola. Con Photoshop, regolazione di contrasto e luminosità per rendere più visibili le barche sull’orizzonte.
«In un pomeriggio di novembre questo cumulonembo si stagliava sul cielo di Civitanova Marche. L’ammasso, inizialmente di colore bianco abbacinante, si è via via trasformato, grazie alla luce calda del tramonto, in un meraviglioso – e innocuo – fungo atomico», spiega Francesco. Uno spettacolo di luci e forme che la natura, inaspettatamente, riesce a regalare al nostro sguardo e, se abbiamo la possibilità di fissarlo in un’immagine e di condividerlo come ha fatto il nostro lettore.
VINCENZO SALERNO
Reflex analogica Nikon F-601 con obiettivo Nikkor AF 50mm f/1.8, pellicola per diapositive Kodak Ektachrome 100, f/5.6, tempo di posa n.d. (scatto eseguito a priorità di diaframma). Scansione con scanner per negativi Rollei DF-S 190 SE. Con Photoshop, regolazione esposizione.
Un tramonto spettacolare ripreso a Catanzaro, qualche anno fa, nei pressi del porto turistico in parte distrutto da una mareggiata nel 1972. La foto è stata scattata su pellicola per diapositive in un pomeriggio di fine estate. « Ricordo di aver fatto una corsa verso casa per prendere la macchina fotografica e ho scattato trafelato per non perdermi lo spettacolo di quella nuvola», racconta Vincenzo. E noi restiamo ammirati, a distanza di tempo e di spazio, da quella nuvola gigantesca e sontuosa che domina il porticciolo e le barchette. La vignettatura incornicia la scena ed enfatizza ancor più gli elementi centrali della composizione.
GUIDO ARDONE
Reflex Canon EOS 800D con obiettivo Canon EF-S 15-85mm f/3.5-5.6 IS USM alla focale 27mm, 1/1000s f/5.6, ISO 200. Bilanciamento del bianco automatico. Scatto a mano libera, modalità manuale, nessun effetto di postproduzione.
«Nel Parco Nazionale d’Abruzzo, nei pressi del comune di Barrea (AQ), una fitta faggeta si apre all’improvviso alla vista del Monte Petroso, la più alta cima dei Monti della Meta. Ancora parzialmente innevato, rappresenta il punto d’incontro ideale tra l’inverno ormai alle spalle e la bella stagione che annuncia il risveglio della natura e dei suoi colori». Con queste parole Guido ci descrive lo stupore provato nel trovarsi dinanzi alla bellezza del paesaggio montano che offre nello stesso contesto lo spettacolo del succedersi delle stagioni. Equilibrata la composizione e suggestivo il digradare dei toni e della luminosità, che, dall’oscurità e dai toni cupi del sottobosco, conduce alla luce che filtra dai rami e rivela il verde del prato e l’azzurro del cielo, fermando lo sguardo sull’orizzonte, fino alla cima del monte.
STEFANIA GRASSO
Reflex Nikon D5200 con ottica Nikkor AFS DX 18-55mm f/3.5-5.6G VR II alla focale 31mm 1/320s f/10, ISO 200. Nessun intervento in postproduzione.
Il profilo del Monte Bianco e della maestosa Aiguille Noire, visti dalla frazione La Palud di Courmayeur, somiglia a quello di una rigogliosa e colorata fioritura di petunie ripresa in primo piano. Un buon colpo d’occhio della nostra lettrice in cui si sommano diversi elementi della natura in trionfo, celebrata in queste pagine. Anche a Stefania vogliamo suggerire un piccolo intervento di ritaglio per migliorare la composizione del suo scatto, eliminando alcuni elementi di disturbo ai bordi dell’immagine che la rendono poco equilibrata e distolgono l’attenzione sulla cura con cui ha allineato i due piani della scena.
MARCO MAGGIONI
Reflex Canon EOS 60D con ottica Sigma 17-50mm f/2.8 EX DC OS HSM alla focale a 35mm, 1/1600s f/9, ISO 500. Scatto eseguito a mano libera. Bilanciamento del bianco manuale su 7000 K per esaltare i colori del tramonto. Postproduzione: crop in formato 4:5 e, con Adobe Camera Raw, regolazione di ombre, luminosità e contrasto.
L’ora d’oro del tramonto, con la sua luce calda e diffusa, ha il suo fascino in qualsiasi scenario. Qui ci troviamo nelle campagne dell’hinterland ovest di Milano. La silhouette degli alberi che in lontananza seguono la linea dell’orizzonte, e quella del grande albero in primo piano, sembrano avvolgere in un abbraccio il sole basso sull’orizzonte, prossimo a sparire per lasciare spazio all’oscurità. Un piccolo appunto: l’accentuazione del colore arancio nella parte bassa del disco solare, forse frutto del fotoritocco, rende il tono un po’ artificioso.
MARCO MAGGIONI
Reflex Nikon D7500 con Samyang 8mm f/3.5 UMC Fish-eye CS II, 30 secondi f/5.6, ISO 2000. Treppiedi, scatto remoto Nikon MC-DC2. Postproduzione con Nikon NX Studio, regolazione luminosità, contrasto e nitidezza, ritaglio.
«Ho scattato questa fotografia lo scorso anno, nel mese di giugno. Era la prima volta che provavo a riprendere le lucciole nel silenzio della campagna di Volterra», spiega Vittorio. Uno spettacolo che riporta alla memoria di molte persone che hanno vissuto in campagna i ricordi di serate estive, quando quelle misteriose creature luminose solcavano il cielo sovrastante prati e radure come minuscole meteore. Un tempo di posa lungo impostato sulla reflex fissata al treppiedi ha consentito a Vittorio di riprendere quella danza di luci intermittenti. Un piccolo miracolo della natura che si ripropone ad ogni estate.
VITTORIO CUCINI
Reflex Nikon D7500 con Samyang 8mm f/3.5 UMC Fish-eye CS II, 30 secondi f/5.6, ISO 2000. Treppiedi, scatto remoto Nikon MC-DC2. Postproduzione con Nikon NX Studio, regolazione luminosità, contrasto e nitidezza, ritaglio.
«Ho scattato questa fotografia lo scorso anno, nel mese di giugno. Era la prima volta che provavo a riprendere le lucciole nel silenzio della campagna di Volterra», spiega Vittorio. Uno spettacolo che riporta alla memoria di molte persone che hanno vissuto in campagna i ricordi di serate estive, quando quelle misteriose creature luminose solcavano il cielo sovrastante prati e radure come minuscole meteore. Un tempo di posa lungo impostato sulla reflex fissata al treppiedi ha consentito a Vittorio di riprendere quella danza di luci intermittenti. Un piccolo miracolo della natura che si ripropone ad ogni estate.