Dalla serie Agreste, 1960-1969 © Renzo Tortelli
Dalla serie Agreste, 1960-1969 © Renzo Tortelli

Renzo Tortelli. Poesia visiva”. La mostra dedicata al fotografo marchigiano dal 20 aprile a Ostra (AN)

Trenta stampe originali provenienti dall’Archivio Renzo Tortelli di Civitanova Marche e scritti di poesia celebrano il fotografo recentemente scomparso.

Una mostra sentita, quella dedicata a Renzo Tortelli, un saluto e un ultimo viaggio alla scoperta dell’animo del fotografo che ci ha lasciati lo scorso 29 marzo.
Ospitata nell’ambito della manifestazione Primavera Fotografica organizzata dal Comune di Ostra, la mostra – a cura di Simona Guerra – rappresenta un approfondimento sulla personalità dell’autore; gli scatti saranno, infatti, accompagnati da estratti dei suoi diari in cui ha raccolto poesie e pensieri sulla vita e sulla fotografia.

Oltre alle immagini più note, quelle che raccontano la vita di Scanno, paese abruzzese molto caro all’autore, sono esposte anche fotografie inedite provenienti dall’Archivio Renzo Tortelli di Civitanova Marche.

La sua terra, le Marche, devono molto a questo autore che ha lasciato una grande eredità al territorio e alla comunità.
La passione per la fotografia nasce in modo abbastanza naturale, avendo avuto una formazione nel settore dell’ottica. Dopo il diploma all’Istituto Nazionale di Ottica di Arcetri, Tortelli apre il primo negozio di ottica della città, a Civitanova Marche. È il 1952. In quegli stessi anni frequenta con Luigi Crocenzi il Centro per la cultura nella Fotografia, a Fermo, uno dei poli fotografici più operosi della regione oltre a Senigallia, dove sono attivi gli animatori dei gruppi La Bussola e Misa.

L’ambiente marchigiano che gravita attorno alla fotografia conosce in quel periodo un grande fervore che permette a Tortelli di condividere la sua passione con amici e colleghi. In questo ambiente conosce anche la donna che nel 1953 diventerà sua moglie, la fotografa Eleda Pettinelli.
Ma è il viaggio a Scanno con il fotografo Mario Giacomelli a indirizzarlo verso la sua naturale propensione di ritrattista e paesaggista, e nello stesso paesino Giacomelli realizza la celeberrima immagine del  “bambino di Scanno”.
Da questo fortunato incontro nascerà il primo grande interesse di Tortelli: la vita dei paesi e i suoi protagonisti, il lavoro nei campi, gli usi e i costumi tradizionali di Marche e Abruzzo. Un modus vivendi scandito dall’alternarsi delle stagioni, cristallizzato in un passato romantico.
È in questa fase del suo percorso che nascono le sue più celebri raccolte: Il paesaggio delle Marche (dal 1955), Scanno (1957-59), Loreto (1959), Piccolo Mondo (1958-59), Marine (dal 1958), Milano (1958), Agreste (1960-69), Primo Maggio sul Misa (1964).

LA FORZA DEL BIANCO E NERO

Un bianco e nero potente, pittorico, immortala i gesti degli abitanti delle campagne nella loro vivace fissità. Scatti che sembrano delle cartoline spedite da un mondo lontano e dimenticato, con le ragazze impegnate a lavorare nei campi di grano, le donne in chiesa, gli uomini dediti al raccolto. Le stampe in mostra sono perlopiù ritratti di uomini e donne e paesaggi, anch’essi protagonisti silenziosi della vita agreste, i campi arati e le processioni per le vie del paese. Una “poesia visiva”, per l’appunto, che sa cogliere la bellezza dimenticata delle donne che portano le fascine di legno sulla testa, o degli scorci che si vedono dai tetti delle case che riempiono i borghi.

Negli anni ’60 e ’70, il punto di vista di Renzo Tortelli si sposta sui grandi protagonisti della vita artistica italiana. Fra questi: Sante Monachesi, fondatore nel 1932 del Movimento Futurista nelle Marche, Domenico Cantatore, esponente del movimento artistico e letterario milanese “Corrente”, Arnoldo Ciarrocchi, Giorgio Cegna, Silvio Craia, Odo Tinteri, Wladimiro Tulli.
Questa seconda parte della sua carriera lancerà Tortelli nell’ambiente culturale oltre i confini italiani; espone a Barcellona nel 1967 e, in seguito, in altri città straniere.
Dopo un periodo di silenzio durato quasi un quarto di secolo, alla fine degli anni ’90 partecipa alla Biennale di Fotografia di Roma per poi proseguire verso New York nel 2002-2003 e poi ad Amburgo, in Messico e in Francia.
Nel 2012 la FIAF – Federazione Italiana Associazioni Fotografiche – gli conferisce il titolo di Insigne Fotografo Italiano e l’anno successivo partecipa al MIA con la Galleria Pavesi di Milano che gli dedica nello stesso anno una retrospettiva. 
Nel 2015, in occasione di Expo-Milano, MarcheBestWay, piattaforma di promozione delle eccellenze marchigiane, gli dedica una personale dal titolo “Terramare. Visioni dalle Marche 1958-1968” presso il Salone Elica – Fuori Expo 2015 di Milano.

Renzo Tortelli ci ha lasciati lo scorso 29 marzo, spegnendosi nella sua terra natìa, le Marche, dove tutto è cominciato, seguendo quel ciclo naturale delle cose che il “fotografo della campagna” ha saputo e voluto esaltare con le sue fotografie.

La mostra

Renzo Tortelli. Poesia visiva
dal 20 al 28 aprile 

a cura di Simona Guerra 
organizzata da “Primavera Fotografica”
con il patrocinio del Comune di Ostra (AN), Sala delle Lance 
Orari: sabato 16,30-19,30; domenica e 25 aprile 10-12,30 e 16,30-19,30; 
altri giorni su appuntamento chiamando il tel. 333.1346482

Ingresso libero

Info: www.renzotortelli.it

Dalla serie Scanno, 1957-1959 © Renzo Tortelli
Dalla serie Scanno, 1957-1959 © Renzo Tortelli
Paesaggio marino, 1958 © Renzo Tortelli
Paesaggio marino, 1958 © Renzo Tortelli