Samyang MF 85mm

PRIMAVISIONE – Samyang MF 85mm f/1.4 e 14mm f/2.8 MK2

Samyang, ritorno al futuro. In epoca di assoluti automatismi, le novità del costruttore coreano sono due obiettivi a focale fissa e messa a fuoco manuale.

Forse qualcuno pensa che, in epoca di automatismi, gli obiettivi a messa a fuoco manuale, e per di più a focale fissa, siano relegati tra le gozzaniane buone cose di pessimo gusto. Invece no. Suscitano ancora interesse. Specialmente se offrono una rapporto qualità-prezzo interessante. In fin dei conti mettere a fuoco manualmente, se non si fotografano soggetti veloci, non è certamente una grande fatica per il fotografo.
La coreana Samyang da quasi cinquant’anni produce obiettivi cosiddetti “universali”, cioè con innesti per le fotocamere dei principali marchi. Sul mercato U.S.A. sono marchiati col nome Rokinon. Indicazione interessante per quanti acquistano on line e magari sono indecisi tra un marchio e l’altro. Non crucciatevi: sono la medesima cosa.
Sfogliando il nutrito catalogo ci hanno incuriosito due focali da pochi mesi sul mercato: un classico obiettivo “da ritratto” 85mm e un supergrandangolare da 14mm. Ottiche già presenti in passato ma, in questa versione, rinnovate.
Come sempre il nostro approccio è stato prevalentemente pratico e in queste pagine vedete alcuni esempi dei risultati ottenuti.
I corpi macchina utilizzati sono stati Nikon D750 e Nikon Z6.

AMYANG MF 85MM F/1.4 MK2

E cominciamo da… 85. Classico medio tele molto luminoso per il pieno formato che può essere utilizzato anche su corpi macchina APS-C; in questo caso la sua focale si attesta intorno ai 100mm, secondo la marca. È tra gli obiettivi più venduti del catalogo Samyang. Rispetto al precedente modello offre il cosiddetto “de-click”, cioè la possibilità di regolare il diaframma in continuo e non solo a valori fissi, come di solito. Un meccanismo solitamente adottato negli obiettivi cinematografici. Oltre a questo, è munito di guarnizioni contro umidità, schizzi d’acqua e fango. L’anello di messa a fuoco è ben dimensionato e ricoperto da uno strato di gomma lavorata con una fine zigrinatura che garantisce buona presa in ogni condizione d’impiego.
Il diaframma è a 9 lamelle arrotondate. Ciò significa che la sfocatura, davanti e dietro il piano di messa a fuoco, sarà pastosa e piacevole, mentre i punti luce, ripresi a chiusura completa, avranno l’aspetto di stelle luminose con raggi ben evidenti. Due particolarità che sta al fotografo usare in maniera creativa e non solamente subirle.

NELLA PRATICA

Malgrado la grande apertura massima di f/1.4, dimensioni e peso sono contenute e l’impugnatura non risulta sbilanciata. L’anello di messa a fuoco si aziona con facilità e offre un ottimo grip. Facilmente accessibile il comando del de-click. Noi abbiamo provato la versione con innesto Nikon con corpi macchina reflex D750 full frame e D700 APS-C. Inoltre, grazie all’adattatore lo abbiamo utilizzato anche con corpi mirrorless Nikon Z6 full frame e Z50 APS-C. I risultati con entrambi i formati ci hanno soddisfatto. Una piccola riserva sulla distanza di messa a fuoco minima, che è di 110 centimetri. L’avremmo preferita più breve per poterci avvicinare di più al soggetto. Il “vecchio” modello AE 85mm f/1.4 AS IF UMC aveva una messa a fuoco fino a 100 cm. Ma si tratta di una piccolezza. Se vogliamo avvicinarci di più possiamo sempre usare un corpo macchina APS-C: la focale aumenta mentre la distanza di messa a fuoco no. Quindi abbiamo …

di pmstudio

Sia l’85mm (nell’immagine), sia il 14mm, presentano una guarnizione contro polvere e acqua sull’innesto (v. freccia a destra), e un rivestimento trattato antiscivolo sul ben dimensionato anello di messa a fuoco.

Sul barilotto del 14mm una ghiera permette di bloccare la distanza di messa a fuoco

(la versione integrale dell’articolo è pubblicata su “Fotografare” #16, Febbraio 2021)

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