SMARTFOTOGRAFIA – Fuochino… fuoco!

Due possibilità a confronto per scegliere se mantenere un soggetto nitido su uno sfondo sfocato o viceversa. Una tecnica da utilizzare sia in ripresa, sia dopo lo scatto per mettere in risalto un particolare dell’immagine.

La modalità Apertura(o Profondità di campo) presente su molti smartphone sfoca i piani oltre il soggetto che vanno verso lo sfondo e può essere applicata sia in fase di ripresa, sia in postproduzione.

Con la profondità di campo è possibile controllare la fascia di nitidezza dietro a un soggetto a fuoco e la sua regolazione permette di dirigere l’attenzione sugli elementi ai quali vogliamo dare risalto. Per tale ragione rappresenta uno dei parametri più rilevanti della ripresa fotografica.

In campo professionale viene calcolata mediante una previsione fatta dal fotografo prima dello scatto. Per avere una profondità di campo ridotta, in ripresa basta usare l’obiettivo in posizione “tele”, un diaframma aperto e una distanza media dal soggetto. Ora, invece, con gli smartphone è possibile regolare la fascia di nitidezza sia prima sia dopo lo scatto.

Tecnicamente…

Per ottenere l’effetto sopra descritto la tecnologia degli smartphone utilizza la combinazione di più immagini.Uno smartphone dotato di fotocamera con due obiettivi scatterà due foto contemporaneamente e le combinerà per ottenere l’effetto della nitidezza variabile; è facile, quindi, che abbia già di default la modalità Apertura.  Ad esempio, negli apparecchi Samsung si chiama Fuoco Live, per Huawei è la modalità Apertura e negli iPhone viene principalmente applicata con la funzione Ritratto. 

Se invece si ha un solo obiettivo e nessuna di queste funzioni è già presente nel nostro smartphone, è possibile sfruttare una delle tante app disponibili per creare questo effetto. Una molto valida è Snapseed: gratuita, senza pubblicità e ricca di strumenti, disponibile per Android e per Ios, ma ce ne sono anche altre che svolgono in modo simile la stessa funzione. 

Le differenze in pratica

In ripresa, dopo aver messo a fuoco il soggetto, scorriamo sul cursore in orizzontale per cambiare i valori dei diaframmi. In tal modo possiamo vedere il risultato in tempo reale; per la cronaca, a numeri piccoli – cioè diaframmi aperti – corrisponderà uno sfondo sfocato, mentre  a numeri grandi – cioè diaframmi chiusi – risulterà uno sfondo a fuoco. Comunque la foto non è definitiva, perché, se fatta in questa modalità, basterà selezionarla in galleria e scegliere di nuovo il punto di fuoco e la fascia di nitidezza desiderata.

Alcuni consigli

Se vogliamo ottenere un effetto tridimensionale con la profondità di campo è importante che lo fondo sia distante dal soggetto di primo piano. Infatti, più  aumenta la distanza tra il soggetto e lo sfondo, più evidente sarà lo sfocato e l’elemento a cui vogliamo dare risalto sembrerà quasi “uscire” dalla foto, tridimensionale.

Questo effetto è utile per isolare o integrare un soggetto dal suo contesto; nel primo caso il soggetto sarà completamente separato dallo sfondo, mentre nel secondo esso sarà ambientato nella scena. A voi la scelta.

di Antonio Arminio



Se la foto è stata scattata in modalità Apertura la troveremo in galleria con l’icona del diaframma indicato dalla freccia. Cliccando sul di essa si entra nella funzione; basta toccare per rimettere a fuoco e far scorrere il cursore per regolare la sfocatura.
Se la foto è stata scattata in modalità Apertura la troveremo in galleria con l’icona del diaframma indicato dalla freccia. Cliccando sul di essa si entra nella funzione; basta toccare per rimettere a fuoco e far scorrere il cursore per regolare la sfocatura.

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