Macro facile ed economica

La fotografia a distanza ravvicinata presuppone solitamente l’uso di una strumentazione dedicata e costosa. Eppure è possibile praticare questo genere con un occhio di riguardo al budget, senza rinunciare alla qualità.

di Valerio Pardi

Partiamo dal concetto di macrofotografia. Senza scomodare i testi sacri di fotografia, non tutti unanimi nel darne una definizione, potremmo pensare a questo genere come alla riproduzione di un oggetto di piccole dimensioni in modo che sia rappresentato in maniera ben più evidente, che appaia più grande. La modalità di ripresa ideale è quella di avvicinarsi ad esso con la fotocamera per esaltare i più minuscoli dettagli. Ma qui ci si scontra con la prima limitazione tecnica: tutti gli obiettivi, sebbene possano mettere a fuoco oggetti posti all’infinito, quando si tratta di fotografare qualcosa che si trovi a breve distanza, oltre una certa soglia non consentono la messa a fuoco. Ogni ottica ha, infatti, un distanza di messa a fuoco minima che ne limita le possibilità di ripresa e ne pregiudica l’utilizzo per la macrofotografia.

Il motivo di tale limitazione è presto detto: ogni obiettivo è il risultato di complessi calcoli di ottica che puntano a eliminare le aberrazioni ottiche presenti in ogni singola lente che ne costituisce lo schema ottico. La correzione ottica risente anche della distanza di messa a fuoco, pertanto, realizzare un obiettivo che permetta di mettere a fuoco dall’infinito a pochi centimetri di distanza, mantenendo una eccellente qualità, complica la progettazione  e la produzione, facendo aumentare il prezzo di vendita degli obiettivi macro.

Dunque, se il loro prezzo può essere sostenibile per chi pratica abitualmente la macrofotografia, può non essere giustificabile se non ci si dedica con assiduità a questo genere.

Le soluzioni “smart”

Ci sono tre possibilità per accedere al mondo della macrofotografia senza dotarsi di un’ottica dedicata: tubi di prolunga, lenti addizionali e ottiche di “recupero”. Le tre soluzioni hanno un prezzo molto inferiore a quello necessario per l’acquisto di un obiettivo macro, ma hanno anche un altro grande vantaggio; nel caso in cui la passione per la macrofotografia successivamente dovesse esplodere, questi accessori si potranno utilizzare anche con un obiettivo macro, espandendone ulteriormente le possibilità di ingrandimento e, di conseguenza, quelle creative. Per mettere a fuoco da vicino, le strade da percorrere sono due: allontanare l’obiettivo dal piano del sensore oppure correggere la capacità di focheggiare alle brevi distanze l’obiettivo aggiungendo una lente di correzione diottrica, esattamente come si farebbe con un paio di occhiali per leggere meglio da vicino. 

Mettiamo… gli occhiali all’obiettivo

La soluzione più semplice è l’utilizzo di lenti addizionali. Sono sistemi ottici semplici, composti per lo più da una sola lente positiva che, abbinati a un obiettivo, permettono di raggiungere fattori di ingrandimento più elevati, grazie alla minore distanza di messa a fuoco raggiunta. Somigliano a un normale filtro da avvitare sulla filettatura frontale dell’obiettivo e funzionano come un paio di occhiali che ne correggono la vista e permettono di mettere a fuoco da vicino. Le lenti addizionali hanno varie “potenze” che vengono espresse in diottrie (+1, +2, +4, +5,…). La diottria di una lente addizionale è correlata alla sua lunghezza focale e vi rimandiamo al box per approfondirne le conoscenze sull’uso, ma l’importante è sapere che più la diottria è alta più la lente fornirà un maggior ingrandimento e, a parità di diottria, una lente addizionale fornirà più ingrandimento se accoppiata a un obiettivo di lunga focale. Tuttavia bisogna tener conto anche del fatto che più la diottria è elevata, più alto è il rischio di introdurre aberrazioni ottiche all’immagine, motivo per cui è preferibile utilizzare diottrie medio basse accoppiate a obiettivi di media o lunga focale.

Un tubo per ingrandire

In un obiettivo la variazione della messa a fuoco avviene spostando tutte o alcune lenti dello schema ottico. A mano a mano che si mette a fuoco un soggetto posto a breve distanza, le lenti si allontanano dal sensore della fotocamera. Ovviamente fino alla massima distanza concessa dalla meccanica dell’obiettivo stesso. Ciò significa che se si riuscisse a spostare un po’ in avanti l’obiettivo, si potrebbe mettere a fuoco ancora più da vicino. Per fare questo esistono accessori chiamati tubi di prolunga, veri e propri tubi che portano alle loro estremità un attacco maschio e uno femmina identici a quelli della baionetta della fotocamera. Interponendo uno o più di questi tubi tra obiettivo e corpo macchina, si potrà via via diminuire la distanza minima di messa a fuoco e, di conseguenza, far crescere il rapporto di ingrandimento. Si tratta di una soluzione molto economica che non pone particolari limiti sul lato pratico. 

Con questi accessori si possono utilizzare ancora tutti gli automatismi della fotocamera sia a livello esposimetrico, sia per la messa a fuoco automatica, sebbene in macro sia preferibile disabilitarle e trovare il corretto punto di messa a fuoco avvicinandosi o allontanandosi lentamente dal soggetto. I tubi di prolunga, tuttavia, consentono di ottenere ingrandimenti quasi “fissi”, in base proprio alla lunghezza del tubo che si inserisce tra obiettivo e fotocamera. 

Ci sarebbe anche la soluzione del soffietto, una sorta di tubo di prolunga allungabile senza soluzione di continuità, ma è un accessorio più costoso e che al confronto con un’ottica macro dedicata diventa meno vantaggioso rispetto ai semplici tubi di prolunga. 

Ottiche “dimenticate”

Una terza soluzione, spesso sottovalutata, da abbinare magari a un tubo di prolunga, è unobiettivo da ingranditore. L’ingranditore, strumento utilizzato in epoca pre-digitale per proiettare l’immagine del negativo sulla carta da stampa, è dotato di un’ottica che, per come è stata progettata, è un eccellente obiettivo macro. Oggi è possibile trovare sul mercato dell’usato una di queste ottiche a poche decine di euro. Le prestazioni saranno superiori a quelle possibili con le sole lenti addizionali o con i tubi di prolunga e il più delle volte eguagliano i risultati di un’ottica macro dedicata. La messa a fuoco, e quindi l’ingrandimento, saranno fissi poiché non dispongono di un elicoide di messa a fuoco, ma sfruttando tubi di prolunga di varie lunghezze è possibile ottenere l’ingrandimento cercato. 

Un’altra soluzione valida, ma di più difficile attuazionecon i moderni obiettivi, è montare l’obiettivo al contrario. Per farlo è sufficiente usare un anello di inversione ottica, dotato da un lato di una filettatura maschio del diametro della filettatura dell’obiettivo e dall’altro lato l’innesto a baionetta da inserire nel bocchettone della fotocamera. 

( questo articolo è pubblicato su “Fotografare” #15, dicembre 2020)

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