Peter Korniss, Davanti agli scaffali 2015
Peter Korniss, Davanti agli scaffali 2015

“Transizione” la scomparsa della cultura contadina ungherese nelle immagini del grande fotografo Péter Korniss

Dal 10 aprile al 2 giugno il Museo di Roma in Trastevere ospita la personale del fotoreporter magiaro.

Dopo essere stato protagonista di mostre in tutto il mondo, Péter Korniss approda a Roma in una mostra che ripercorre i momenti più significativi della sua lunga carriera di reporter. L’esposizione arriva a due anni di distanza dall’ottantesimo compleanno del fotografo e dalla retrospettiva monumentale a lui dedicata dalla Galleria Nazionale Ungherese.
Nato in Tansilvania nel 1937 e trasferitosi a Budapest all’età di dodici anni, Péter Korniss ha incentrato il suo occhio fotografico sulla cultura rurale alla quale è sempre rimasto profondamente legato, pur avendo scelto una strada professionale molto distante da quel contesto. 
Durante gli anni della depressione post-rivoluzione, cacciato dalla facoltà di legge alla quale era iscritto, cominciò a fare piccoli lavori saltuari, fino a che non riuscì a far emergere il suo talento fotografico lavorando per alcuni giornali locali. Con il tempo ha conquistato la fama collaborando con le più prestigiose riviste internazionali tra cui “National Geographic”, “GEO”, “Forbes”, “Time”, “Fortune”; oggi fa parte della Hungarian Association of Photographers e nel 1982 è stato eletto membro dell’American Eugene W. Smith Foundation.

Per trent’anni Korniss ha ritratto la sua Transilvania, quella in cui si sente a casa e che descrive come una terra isolata geograficamente e per questo rimasta incontaminata nella sua cultura contadina, calda e accogliente. Korniss documenta le comunità rurali rimaste legate per secoli alle tradizioni e ai costumi locali, racconta la vita semplice di quella gente, legata ai ritmi della natura. Un mondo che, nelle sue fotografie, appare quasi romanzato eppure, come egli stesso afferma, è stato ripreso così come appare, senza forzature né eccessivo romanticismo. Senza ricorrere a modelli o creare scenografie particolari, senza richiedere pose artificiose. 

I cambiamenti della cultura rurale

Lo sguardo di Korniss, profondamente legato alla sua terra, ha registrato nel tempo il declino inevitabile della cultura contadina per effetto della globalizzazione e la scomparsa delle arti e dei mestieri tradizionali, sostituiti dal lavoro nelle grandi fabbriche. 
Le sue immagini sono profonde e tridimensionali, i soggetti appaiono immobili e cristallizzati nel tempo, come se fossero stati colti di sorpresa e incastonati in una cornice.
Il potente bianco e nero, ora delicato e malinconico, ora forte e ricco di contrasti, si alterna al rosso vibrante degli abiti tradizionali delle donne romene, figure la cui fissità mette ancora più in evidenza la loro distanza con il contesto in cui sono inserite, ossia le case moderne della borghesia ungherese in cui lavorano come collaboratrici domestiche; una ieraticità che racchiude in sé la fierezza e il colore della cultura contadina costretta nel grigiore urbano. Al contrario, le immagini delle contadine riprese nei campi impegnate a falciare il grano recuperano tutto il dinamismo e la plasticità nei loro gesti. Avvolte nei colorati vestiti fiorati, con il viso nascosto sotto grandi cappelli di paglia che le proteggono dal sole, troneggiano negli scatti che le ritraggono nel loro mondo.

La mostra

Curata da Krisztina Kovács, direttore della Galleria Várfok di Budapest, la mostra comprende gli scatti del fotografo ungherese disposti in ordine cronologico e suddivisi in quattro sezioni tematiche; un percorso che riflette la coerenza e la consapevolezza dell’autore nel suo lavoro di documentazione durato oltre mezzo secolo. I titoli di ogni sezione della mostra – Il passato 1967-1978, Transizione 1989-2016, The Guest Worker e Guest Worker Women a Budapest 2012-2015 –accompagnano l’osservatore fornendogli gli strumenti utili per entrare nel vivo dell’evoluzione del fotografo e dei cambiamenti sociali registrati nel contesto così a lungo esplorato.
I lavori che compongono le ultime due sezioni del percorso – realizzati tra il 1979 e il 2015 – sono quelli più noti al pubblico e riguardano rispettivamente la vita dei lavoratori pendolari dalla Transilvania all’Ungheria (1979-1988) e le delle donne romene di Szék (in romeno Sic), che lavorano presso famiglie borghesi di Budapest, indossando i loro abiti tradizionali rossi.
La serie The Guest Worker è stata esposta in diverse città tra cui Monaco di Baviera, Praga, Bratislava, fino agli Stati Uniti; una selezione è stata in mostra anche alla Royal Academy of Art di Londra.

La mostra

Péter Korniss: Transizione 

10 aprile – 2 giugno 2019 

a cura di Krisztina Kovács

Museo di Roma in Trastevere

Piazza S. Egidio,1/b – 00153 Roma 

Apertura:  da martedì a domenica 10-20. La biglietteria chiude alle 19. Chiuso il lunedì, tranne il 22 aprile 2019. Chiuso il 1° maggio.
Biglietti:  non residenti: intero: € 6, ridotto: € 5. Residenti:  intero: € 5,00, ridotto: € 4,00. Gratuito per le categorie previste dalla tariffazione vigente. 

Promossa da Roma Capitale – Assessorato alla Crescita culturale – Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali, Ambasciata di Ungheria, Accademia d’Ungheria in Roma e Galleria Vàrfok di Budapest, Servizi museali Zètema Progetto Cultura. 

Info: tel. 060608 (tutti i giorni ore 9-19) 

www.museodiromaintrastevere.it
www.museiincomuneroma.itwww.zetema.it

  • Peter Korniss, Ad una fiera di Natale, 2012
  • Peter Korniss, Di fronte alla stazione ferroviaria occidentale di Budapest, 1984
  • Peter Korniss, Madre e bimba, 1973
  • Peter Korniss, Uomo con poster, 1997